Emiliano chiede agli eurodeputati di evitare che allarea metropolitana di Bari siano sottratte le risorse "I seicento progetti di 31 Comuni rischiano di rimanere nel cassetto" Sul piano strategico Bari rischia di rimetterci la faccia. LUnione europea deve aiutare le Regioni a sbloccare i fondi strutturali per evitare che il governo nazionale se li riprenda con la scusa dellincapacità di spenderli. È un appello appassionato quello che il sindaco Michele Emiliano rivolge agli eurodeputati del gruppo dei socialisti e democratici europei, nel corso del convegno "La città sostenibile: una sfida europea", organizzato nel teatro Piccinni dal Partito democratico. Davanti a David Sassoli e Martin Schulz, con il quale in mattinata si concede una visita nella basilica di San Nicola e al teatro Petruzzelli, il primo cittadino chiede di moltiplicare gli sforzi per impedire che i progetti del piano strategico dellarea metropolitana di Bari restino sulla carta. «Noi - dice Emiliano - vogliamo che i fondi strutturali 2007-2013 siano spesi. Abbiamo investito quattro milioni di euro della programmazione 2000-2006 nel piano strategico. Abbiamo messo a punto 600 progetti che riguardano tutta larea metropolitana, 31 città, un evento culturale e scientifico che non ha precedenti nella storia della nostra regione. Dalla realizzazione di quei progetti possiamo creare 30mila posti di lavoro». Come già lassessore comunale allUrbanistica, Elio Sannicandro, Michele Emiliano ricorda che, insieme con il piano strategico, Bari ha avviato anche le procedure per il Dpp, il documento preliminare di programmazione del nuovo piano regolatore generale. Dalla Regione, però, non arriva alcun segnale per lo sblocco dei finanziamenti. «Se è vero che i fondi strutturali non incidono sul rispetto del patto di stabilità da parte delle Regioni - sottolinea Emiliano - hanno però un peso fortissimo sui flussi di cassa: la ragione per cui non vengono sbloccati è questa». Il sindaco spiega che per i Comuni al danno si aggiunge la beffa: le quote di cofinanziamento di quei progetti sono già impegnate nei bilanci triennali, ma non possono essere spese. Di qui, lappello al Pd e agli eurodeputati. «Il ministro Tremonti sta saccheggiando risorse destinate al Sud, trasferendone gran parte nelle regioni del Nord. Questo è un problema europeo perché quel flusso di denaro arriva dallEuropa. Per questo mi auguro che dora in avanti la questione meridionale sia intesa come combattimento politico nelle aule dei parlamenti. A Roma come a Strasburgo».