Il grande direttore dorchestra chiede ai genovesi di sostenere il Teatro. E allItalia di invertire la rotta sulla Cultura Cara Repubblica, vengo a Genova su invito dei musicisti del Teatro Carlo Felice, in segno di solidarietà con i colleghi dellorchestra e con tutte le categorie del Teatro, per dare il mio contributo di artista in una situazione tanto grave da mettere a rischio la sopravvivenza e la funzione stessa di un teatro dellOpera, e la perdita del lavoro e dello stipendio di tante persone. Una situazione che davvero non vorrei si replicasse anche in altri teatri italiani: per risparmiare, tenere chiuse le loro porte. Qualcuno in Italia ha detto che con la cultura non si mangia. Ma la cultura è il cibo dellanima, la cultura si mangia con lo spirito, con la mente e con il cuore. Chi fa cultura, gli artisti e chi lavora con loro, vivono di questo: è una vocazione ma anche una professione, che richiede sacrifici ed esige di migliorare se stessi ogni giorno. Ma anche il pubblico, quando è partecipe di unesperienza artistica, quando assiste ad un concerto, ad unopera, a un balletto migliora se stesso, il suo rapporto con gli altri, il suo modo di essere un cittadino. Per questo, i teatri devono restare aperti più possibile, ogni giorno: fare più spettacoli e non meno, consentire ai loro artisti di studiare e provare, e offrire un servizio alla società. E lo Stato, gli sponsor e le città hanno il dovere civile di sostenerli. Faccio un appello ai genovesi, al mondo finanziario, economico e industriale di questa bellissima città sul mare come la mia Bombay, e alle istituzioni: siate vicini al vostro teatro, perché una città senza teatro, senza artisti, senza musica, è una città senza stimoli anche per le future generazioni. Sostenete il Carlo Felice! E per favore, Italia, cambia direzione sulla cultura, e guarda cosa fanno, anche in periodi di crisi, gli altri Paesi dEuropa.
GENOVA - Salvare il Carlo Felice è salvare la città
Il grande direttore dorchestra è a Genova per sostenere il Teatro Carlo Felice, che sta affrontando una grave situazione di crisi. Ha chiesto ai genovesi di sostenere il teatro e ha lanciato un appello alla città e alle istituzioni per non chiudere le porte ai teatri. Secondo il direttore, la cultura è essenziale per la società e gli artisti sono una vocazione ma anche una professione che richiede sacrifici. Ha invitato l'Italia a invertire la rotta sulla cultura e a sostenerli. Il direttore ha anche sottolineato l'importanza di mantenere aperti i teatri per offrire un servizio alla società e per stimolare le future generazioni.
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