Record di siti Unesco. Monte San Giorgio nella top list dei luoghi di interesse mondiale Provate a lasciarvi incantare dalla magia del Cenacolo. Contemplate la bellezza dei volti degli apostoli e quella "Maddalena" che ha ispirato Dan Brown. Provate a immaginare Leonardo che dipinge con tecnica ancora semisconosciuta quel pasto evangelico e da l' lasciate che la vostra anima sensibile, per dirla con Locke, spazi alla ricerca di tutte le suggestioni possibili. Siete nel cuore di Milano, ma siete anche nel fulcro di una terra che è un eroe proprio scrigno di ciò che l'umanità considera patrimonio universale. La Lombardia è come una collana di pietre preziose che ha al centro questo diamante assoluto dell'arte custodito nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Comincia da lì un viaggio alla scoperta del bello e del buono di Lombardia, comincia da lì un percorso che porta a vedere, ascoltare, assaporare una civiltà densa che si dipana tra storia medievale, contemporanea evoluzione della civiltà industriale, luoghi incantati di natura, corti rinascimentali, e ardite ingegnerie che hanno consentito agli uomini di scavalcar le montagne più alte d'Europa. Non è solo, la Lombardia, condensato di bello, ma di sapienza che si sovrammette al paesaggio, di civiltà che si esprime attraverso anche una gastronomia peculiarissima. È insomma un'esperienza totale di ciò che si definisce un patrimonio culturale. E che colloca la Lombardia la vertice dei territori con il più alto numero di siti dichiarati dal'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità. Ma se l'incipit è il Cenacolo di Leonardo nel cuore di Milano, il magnete paesistico sta un po' più a Nord. "Quel ramo del lago di" Lugano, "che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi [...]". Incipit rubato al Manzoni che calza a pennello per descrivere la settima new entry nella top list Unesco della Lombardia: Monte San Giorgio. Ultimo dei 45 siti italiani, terzo dei patrimoni naturali dopo le Eolie e le Dolomiti e ago della bilancia che porta la Lombardia al primo posto come la regione in Italia con maggior numero di siti Unesco. La World Heritage List (Whl) stilata dall'Agenzia delle Nazioni Unite ha lo scopo di preservare per le generazioni future i luoghi della cultura e della natura e la Lombardia - con sette siti all'attivo e ben due nuove candidature quest'anno - è in prima linea a sventolare la bandiera della sostenibilità. Ecco le sette meraviglie in terra longobarda. Valle Camonica (Brescia). Primo sito italiano nel 1979 ad essere riconosciuto Patrimonio dell'Umanità per la ricchezza di arte rupestre. Dodici mila anni di storia e duemila rocce censite che testimoniano il passaggio dell'uomo in questa valle. La "rosa camuna" è il graffito più famoso, divenuto oggi simbolo dell'intera regione. Santa Maria delle Grazie e Cenacolo Vinciano (Milano). È opera del Bramante la chiesa e il convento rinascimentali che custodiscono uno dei dipinti più celebri e studiati al mondo: l'Ultima Cena di Leonardo Da Vinci. Opera di fine Quattrocento di magnifica fattezza, celata in un'altrettanto magnifica architettura, entrambe insignite del riconoscimento Unesco nel 1980. Villaggio operaio di Crespi d'Adda. Nel 1995 l'Unesco premia questo strabiliante esempio di archeologia industriale di inizi Novecento: un centro residenziale sul calco delle città giardino ottocentesche con tanto di illuminazione elettrica e rete idrica, un'innovazione per l'epoca. Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia. Nove i templi della cristianità del XVI-XVII secolo in Italia riconosciuti Patrimonio dell'Unesco, e ben due in territorio lombardo: Ossuccio in provincia di Como e Varese. Ferrovia Retica nel paesaggio dell'Albula e del Bernina (Sondrio). Il trenino rosso che solca le Alpi e collega Tirano in Valtellina a Saint Moritz in Engadina - un ponte tra la civiltà italiana e quella svizzera - è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità nel 2008. Mantova e Sabbioneta. Per la loro "eccezionale testimonianza dell'architettura e dell'urbanistica del Rinascimento" l'Unesco ha inglobato nel 2008 nel Whl la città gonzaghesca di Mantova e la "città ideale" di Sabbioneta. Monte San Giorgio. Dal 2 agosto 2010 le sorti del versante lombardo si sono unite a quelle del versante del Canton Ticino, già Patrimonio dell'Umanità nel 2003. Un riconoscimento al sito fossilifero transnazionale, una miniera di reperti paleontologi del Triassico Medio. Migliaia di fossili di rettili, pesci e invertebrati, perfettamente conservati grazie alla bassa concentrazione di ossigeno sui fondali marini. Voci di corridoio svelano un'ottava candidatura Unesco da parte di Brescia e Castelseprio-Torba, in provincia di Varese, a riconoscimento del patrimonio lasciato dai Longobardi nella nostra penisola dal VI all'VIII secolo. Infine una nona candidatura, transnazionale, che oltre alla Lombardia coinvolge altre quattro nazioni e quattro regioni italiane, quella degli insediamenti palafitticoli che, per quanto riguarda la parte italiana sono concentrati in larga misura attorno ai laghi lombardi "poiché le guerre nascono nella mente degli uomini è nella mente degli uomini che devono essere elevate le difese della pace", come si legge nel preambolo dell'Atto Costitutivo dell'Unesco; e in queste terre d'incanto risiede la pace della Lombardia.