ROMA La sanatoria ci sarà ma circoscritta e sarà accompagnata da un giro di vite sugli abusi più gravi compiuti nei confronti del paesaggio, che saranno sanzionati con la reclusione fino a quattro armi. Il Governo ha così trovato l'intesa sul disegno di legge delega in materia ambientale, di cui l'Aula del Senato dovrebbe riprendere oggi l'esame, per votarlo domani. Non è escluso che sul testo venga posta la fiducia. Il nodo. Il Ddl fa la spola in Parlamento dall'autunno 2001. È già stato approvato due volte dalla Camera e una dal Senato. Ora si trova a Palazzo Madama, dove la commissione Ambiente ha stralciato la norma che ha rallentato il cammino parlamentare della delega. La Camera aveva, infatti, inserito un comma che consentiva di depenalizzare gli abusi compiuti contro il paesaggio anche in assenza di autorizzazione paesaggistica. Montecitorio aveva così aperto la strada alla sanatoria e si era dimostrato più permissivo del Senato, il quale, durante il primo passaggio parlamentare, aveva introdotto la depenalizzazione solo per i reati realizzati in difformità dell'autorizzazione paesaggistica. Ora, invece, l'Aula di Palazzo Madama si trova a discutere un testo in cui quel comma (il 32 dell'articolo unico della delega) è stato stralciato. Ma la settimana passata ha ripreso corpo l'ipotesi di far rivivere la sanatoria, alimentando divergenze all'interno della stessa maggioranza (si veda il Sole 24 Ore di lunedì scorso). Il compromesso. Ieri la soluzione è stata, alla fine, trovata. Si parte con il confermare la cancellazione del comma 32, che, come spiega il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, «è stata ritenuta sbagliata a foriera di gravi effetti disfunzionali». Non ci sarà un sanatoria strutturale «per esplicita e reiterata richiesta di più governi regionali», aggiunge Urbani , ma la formula scelta non prescinde comunque dall'autorizzazione paesaggistica preventiva. La depenalizzazione, infatti, resta, ma solo per i fatti minori e sarà la soprintendenza a valutare, di volta in volta, la compatibilità degli abusi con la conservazione del paesaggio. «In tal modo aggiunge Urbani è stata definitivamente scongiurata la cosiddetta sanatoria "a regime" dei reati paesaggistici, che avrebbe reso del tutto facoltativa, e quindi inutile, l'autorizzazione preventiva e avrebbe declassato la tutela del paesaggio allo stesso livello della disciplina dell'edilizia». Allo, stesso tempo, sono stati introdotte sanzioni più severe per i grandi abusi, che saranno puniti come veri e propri delitti con un massimo di quattro anni di carcere. È stata, inoltre, prevista una misura speciale per demolire una volta per tutte gli "ecomostri". In caso di inerzia delle autorità competenti, la nuova norma chiarisce che a farsi parte attiva nelle demolizioni saranno le soprintendenze.