I tagli annunciati dal governo colpirebbero in maniera decisiva l'attività culturale e turistica della Capitale, dove tra il 2003 e il 2008 il turismo legato ai musei ha fatto registrare il 31 in più di presenze Un appello per la difesa dei beni culturali indirizzato alle quattro più importanti cariche istituzionali dello Stato. La Cgil Funzione Pubblica di Roma e Lazio ha ufficializzato il suo impegno e le prossime mobilitazioni contro i tagli alla cultura previsti nella manovra finanziaria. Dati alla mano, non è difficile fare una previsione di cosa potrebbe accadere con una drastica contrazione della spesa complessiva per 2800 milioni di euro nel triennio 2011-2013, con la riduzione degli investimenti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico archeologico e paesaggistico del 22,6 per cento. Un esempio per tutti, lo stanziamento per mostre e attività culturali nei musei civici e controllati dai comuni passerebbe, a Roma, da 14 milioni a 2,8 milioni per il 2011. Un panorama decisamente tragico e desolante anche per le ricadute negative in termini occupazionali. «La nostra iniziativa parte da Roma - sottolinea Lorenzo Mazzoli, segretario generale della Cgil F.P. di Roma e Lazio - ma con l'intento di lanciare un messaggio al resto del paese. E' impensabile proseguire con la logica dell'emergenzialità e dei commissari straordinari, o lasciare che sia la Protezione civile ad intervenire nelle sitila7ioni di degrado, si tratta soltanto di una risposta disorganica ad un problema, invece, di tipo strutturale». In particolare, a Roma e nel Lazio, tagliare i finanziamenti alla cultura (con, in aggiunta, il taglio dell'80 delle risorse ai musei comunali) significa mettere in ginocchio un'economia che è strettamente collegata non solo ai siti e ai musei più famosi, ma anche a un patrimonio diffuso che rischia di scomparire. «La cultura, a Roma e nel Lazio, è una ricchezza che genera sviluppo e occupazione. Si tratta di un patrimonio unico al mondo, non delocalizzabile. La sua valorizzazione non può che partire dalla ricerca scientifica e dalla tutela, da una cura e da una manutenzione attente, per questo occorrono investimenti, un aumento delle risorse ordinarie», incalza Fiorella Puglia, segretaria regionale Cgil. Va detto che il settore della cultura impiega a Roma oltre cinquemila addetti nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali e una fitta rete di società private specializzate nei servizi aggiuntivi che opera con oltre duemila addetti in siti statali e comunali con tipologie di lavoro strettamente dipendenti dall'organizzazione di mostre. Nel Lazio, tra il 2003 e il 2008, il turismo culturale ha avuto un notevole incremento ascensionale (31) a fronte di un incremento nazionale più ridotto (8,4). L'appello lanciato dalla Cgil Roma e Lazio alle massime istituzioni statali, in risposta all'affondo annunciato dal governo, ha già visto l'adesione di importanti nomi del mondo della cultura e ha raccolto adesioni in molti posti di lavoro. Questa sera, in occasione della notte dei Musei in musica, la Cgil F.P. di Roma e Lazio inizierà la sua campagna di sensibilizzazione per informare i cittadini degli effetti dei tagli, con presidi presso i più importanti musei capitolini.
Tagli. La protesta di Roma
Il governo ha annunciato tagli di 2800 milioni di euro nel triennio 2011-2013 per la cultura, con una riduzione degli investimenti per la tutela e valorizzazione del patrimonio artistico archeologico e paesaggistico del 22,6%. A Roma, lo stanziamento per mostre e attività culturali nei musei civici e controllati dai comuni passerà da 14 milioni a 2,8 milioni per il 2011. La Cgil Funzione Pubblica di Roma e Lazio ha lanciato un appello per la difesa dei beni culturali e ha iniziato le mobilitazioni contro i tagli.
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