Dai 14 milioni del 2009 ai 2,8 del 2011. Questa, secondo la Cgil, l'entità dei «tagli del governo» per l'attività espositiva di musei civici e comunali della Capitale. Una «scure» che si unisce alla più generale carenza di finanziamenti nel settore della cultura che, spiega il sindacato, «mette a rischio la manutenzione di siti archeologici delicati come la Domus Aurea e il Colosseo, e la sopravvivenza di importanti istituti di cultura e ricerca come il museo Tasso e l'accademia di San Luca». A lanciare l'allarme è il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Roma e Lazio Lorenzo Mazzoli. «La cultura, a Roma e nel Lazio, è un patrimonio che produce e potrebbe produrre ulteriormente sviluppo e occupazione - spiega Mazzoli -. Nel primo semestre 2010 i visitatori nei siti museali statali sono cresciuti del 32 rispetto al 2009, e in quelli civici del 45: è un aumento di ingressi che descrive l'interesse del pubblico per i siti archeologici più noti, come Colosseo e Foro Romano, ma anche per i nuovi poli del contemporaneo del Macro e del Maxxi. Questo patrimonio non può essere messo in discussione. Chiediamo quindi di bloccare le previsioni di tagli al settore culturale - prosegue il sindacalista - occorre sbloccare il turn over, promuovere assunzioni e stabilizzazioni dei molti lavoratori giovani che ruotano in questo settore e producono ricchezza. Per queste ragioni il 20 novembre, in occasione dell'iniziativa della notte dei musei in musica, saremo presenti davanti ai musei romani per informare i cittadini degli effetti dei tagli».