Don Cerutti propone: un corridoio per ammirare la chiesa Finora infruttuose le trattative con i proprietari del terreno L'abside di San Paolo nell'area abbandonata CANTÙ. Nel giardino del Palazzo Pietrasanta c'è un altro gioiello dimenticato, per giunta monumento nazionale e quindi sottoposto a vincolo. E' l'abside della basilica di San Paolo. E il prevosto emerito di Cantù nonché responsabile della chiesa per la comunità pastorale San Vincenzo, monsignor Lino Cerutti, ha un'idea: «I proprietari dell'area dovrebbero mostrare fattivamente il proprio amore per il bello e dare la possibilità di accedere alla parte esterna della chiesa. Si tratta di un'abside romanica di grande qualità che gli storici dell'arte attribuiscono addirittura alla fine dell'XI secolo». In effetti, poi quest'abside non è attualmente molto visibile. Si scorge chiaramente più da lontano, che da vicino. Lungo la via Fiammenghini è seminascosta dal muro di cinta esterno della ex filanda Salterio e si scorge soltanto dall'Oratorio di San Paolo, prima dell'imbocco di via Pietrasanta. I contatti informali avuti con la famiglia attualmente proprietaria dell'antico castello e delle sue adiacenze sono stati finora poco fruttuosi. Don Lino non è però personaggio da darsi per vinto: «La proprietà Airaghi si era detta disposta a concedere la possibilità di accedere alla parte esterna dell'abside soltanto con una sorta di permuta: vale a dire la cessione di quel piccolo magazzino che sorge sul luogo dove un tempo c'era l'Oratorio dei Morti, sulla parte antistante dell'ex filanda Salterio, che guarda sul sagrato di San Paolo. Non si è però andati oltre questo primo contatto informale». «Siamo riusciti a far smontare quella gru, che per una decina d'anni campeggiava in tutte le fotografie di Cantù e questa è stata già una vittoria aggiunge Don Lino Poi, ho notizia che c'era una cordata che era interessata all'acquisto del palazzo e delle sue adiacenze. Devono esserci però stati problemi per la ditta che stava eseguendo i lavori nel giardino del palazzo». In ogni caso la proposta di Don Lino Cerutti ha valore in sé. San Paolo è probabilmente la chiesa canturina più antica dopo il complesso monumentale di Galliano. Nel suo aspetto attuale ha assunto fattezze tardo barocche e rococò, visto che è stata nuovamente dotata di volte tra il 1670 e il 1680. Di romanico sono rimasti soltanto la parte esterna dell'abside e il primo tratto del campanile, già torre del Castello, che apparterrebbe per l'appunto alla Curia, mentre la parte superiore sarebbe di proprietà del Comune.