Una denuncia del sindacato lancia l'allarme: la Capitale sarà la città più penalizzata della mancanza di fondi La cultura a Roma rischia la chiusura a causa della scure della finanziaria che prevede, a livello nazionale, un meno 2800 milioni tra il 2011 e il 2013, ma non solo: la legge 1222010 che assegna un budget ad ogni singola municipalità non superiore al 20 dei finanziamenti del 2009 mette a rischio mostre e attività culturali nei musei civici e controllati. Questo significa per la capitale passare da 14 milioni a 2,8 nel 2011. La Fp Cgil landa l'allarme per uno dei settori trainanti dell'economia capitolina: turismo e cultura. Roma è infatti la città italiana con il più alto afflusso di turisti (dal 2003 al 2008 31, 8,4 nazionale). Nel settore Beni culturali sono impiegati 5000 addetti (1400 altamente qualificati e 960 nel sistema museale) l'indotto coinvolge altri 2000 lavoratori. Tutte attività a rischio per la Cgil che ha presentato ieri mattina un dossier, "I tagli del governo producono crolli", sulle possibili conseguenze negative se dovesse passare la finanziaria così com'è stata pensata. "Vogliamo ricostruire una reazione di popolo - ha detto il segretario generale di Fp Cgil Roma e Lazio Lorenzo Mazzoli - e vogliamo lanciare da Roma un messaggio per tutta Italia: basta con la cultura dell'emergenza e dei commissariamenti". I tagli previsti indebolirebbero il patrimonio culturale di Roma e del Lazio mettendo a rischio le attività di tutela e di manutenzione di siti come la Domus Aurea e il Colosseo, altri invece come Vulsci e Cerveteri non riceverebbero più fondi. A questo si aggiunge la chiusura di istituiti di cultura e di ricerca, la riduzione occupazionale, il blocco del turnover e quello delle assunzioni. Numeri impietosi quelli forniti dalla Cgil a fronte di un continuo aumento delle presenze sia nei musei civici romani 32 nel primo semestre 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009, e di quelli regionali 31,6. Ecco perché la Cgil ha messo in campo alcune iniziative: una manifestazione il prossimo 27 novembre e un appello da sottoscrivere in difesa dei beni culturali che verrà diffuso da domani con presidi davanti alla Galleria nazionale e ai capitolini in occasione "Musei in musica". Il budget per i prossimi anni produrrà mancati investimenti e a rischio sono le mostre come quella del Caravaggio costata 2,3 milioni (quasi l'intero finanziamento previsto per il 2011) ma che è risultata la più visitata d'Italia ricavando cifre molto maggiori. I tagli prevedono un segno negativo che va dal 20 al 50 in settori come: tutela, valorizzazione, fondi all'arte contemporanea e attività culturali. Questi - secondo la Cgil - determineranno poi investimenti ridotti da parte degli enti locali con un conseguente taglio dell'offerta e un blocco di progetti avviati negli anni scorsi. A Roma, per esempio, nel 2009 sono state organizzate o finanziate dal Comune 124 mostre che hanno registrato 2,5 milioni di visitatori per un investimento economico di 14 milioni. "Questo non sarà più possibile - denuncia la Cgil - perché per il 2011 i fondi capitolini saranno di soli 2,8 milioni".