Esempi da Vienna, Praga, Barcellona per il marketing territoriale Firenze dovrebbe copiare da Vienna Praga e Barcellona, per rinnovare e rilanciare nel mondo la sua immagine di città d'arte. La comparazione con quello che è stato già realizzato nelle tre grandi città europee, che hanno avuto successo nel riposizionarsi, è stata proposta dalla Fondazione Palazzo Strozzi e da The Boston consulting group. In sintesi ecco il sentiero da seguire: specializzazione tematica delle aree cittadine, arricchimento dell'offerta culturale esistente, identificazione delle aree da riqualificare, creazione di nuovi eventi annuali di richiamo internazionale, promozione coordinata dell'offerta anche tramite la creazione di un brand. «Con questo studio che prende in esame tre città diverse, ma con problemi simili ai nostri, vogliamo dare un contributo al rinnovamento della città», ha sottolineato Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Fondazione Palazzo Strozzi, «la competizione è globale anche per le città d'arte e bisogna saper rinnovare l'offerta culturale, ma il Rinascimento ci insegna che senza collegare arte a economia, le città rischiano di diventare musei di loro stesse». I settori su cui puntare per creare in città nuovi poli attrattivi sono la moda, l'artigianato, in particolare quello della pelle, l'enogastronomia. Le aree da riqualificare sono la Stazione Leopolda, per ospitare eventi ed esposizioni, la zona dello stadio cittadino per le attività sportive, Porta San Niccolò e Sanfrediano, già oggi teatro della vita notturna per quelle dello spettacolo, infine il Lungarno da restituire ai residenti come spazio pubblico. Per quanto riguarda gli eventi culturali, si tratta di investire su luoghi espositivi dedicati a forme d'arte diverse da quelle dei musei cittadini e sostenere la crescita e la ricorrenza di quelli già esistenti, come il Maggio musicale fiorentino, la Biennale d'arte contemporanea, Pitti uomo e Pitti bambino. «Firenze non deve vivere sugli allori», ha detto Federico Lalatta Costerbosa, partner e managing director di Bcg. «La durata media del soggiorno e il tasso di ritorno dei visitatori ci dicono che oggi ha perso terreno rispetto alle destinazioni concorrenti e soprattutto nei segmenti di pubblico medio alti. L'immagine da costruire è quella di una città dove l'arte è viva, non solo conservata».