E' l'estate scorsa; il maresciallo Michele Speranza, dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, a New York è in vacanza con i suoi. A Madison Avenue, vede un oggetto in vetrina da un antiquario. Non gli pare nuovo. Chiede informazioni, ma non ne ottiene. Lo fotografa e, a Roma, lo confronta con la fornita banca dati del proprio reparto: il Torso femminile panneggiato in marmo, del I secolo d.C., nel 1988 era stato rubato a Terracina, al museo. Valeva mezzo milione di euro. Con l'aiuto della Dogana americana(ieri c'era anche la vicedirettrice del Custom), il negoziante l'ha restituita all'Italia; e il nuovo comandante del reparto, generale Pasquale Muggeo, ora festeggia e presenta il reperto. Con un bronzetto coevo, alto 30 centimetri, che rappresenta Zeus oppure Poseidone, «ed è la variante di un celebre bronzo greco», dice Stefano De Caro, che dirige l'archeologia in Italia. Rubato con altri 8 (uno già ritrovato), al Museo nazionale romano nel 1973. L'aveva una collezionista di New York e, sollecitata dal Custom, ha accettato di riconsegnarlo. Ad ascoltare c'è anche Paolo Ferri, ex pm di tante inchieste; e questo "pezzo" se lo ricorda: anni fa, aveva svolto una rogatoria negli Usa. I carabinieri lo avevano individuato su un catalogo del 2004 di Sotheby's; era passato per un piccolo museo a Los Angeles e per quello di Cleveland; l'aveva diffuso anche Marion True, ex curator del Getty appena prosciolta in un processo a Roma; aveva cambiato alcune collezioni ed era arrivata ai Fleischman, ritenuti un "ponte" per il Getty. «Valeva 500 mila dollari», spiega il colonnello Raffaele Mancino, ma l'inchiesta lo "brucia": da 300 mila arriva a 140 mila dollari; «volevano giungere alla prescrizione, ma facendogli pubblicità», dice Ferri. La collezionista l'ha restituito senza fiatare. Ora, bisognerebbe diffondere le foto sequestrate ai "trafficanti" Giacomo Medici (8 anni in appello) e Gianfranco Becchina (sotto processo), dice l'ex magistrato; oggi consulente ministeriale: «Almeno quei reperti non verrebbero più commerciati, come invece accade ancora»; alcuni del milione di antichità sottratte dal 1970 al nostro sottosuolo.