Il sottufficiale in vacanza con la moglie ha riconosciuto il pezzo rubato a Terracina Un bel settembre, a New York, come nella canzone di Frank Sinatra. Il maresciallo dei carabinieri Michele Speranza sta passeggiando con la moglie per Madison Avenue, quando il suo occhio allenato è attratto da una notevole scultura romana in marmo in bella mostra nella vetrina di un antiquario. Inizia così, in una giornata di vacanza nel 2009 all'altezza di Central Park, l'avventuroso recupero di un prezioso busto femminile con cornucopia, una «flora» del I-II secolo d.C. risultata rubata nella notte tra il 15 e il 16 giugno del 1988 nel Museo archeologico di Terracina. Al maresciallo quel busto è sembrato familiare, già visto nella corposa banca dati del Comando Tutela Patrimonio Culturale dove è impiegato nella sezione archeologica, guidata dal capitano Massimiliano Quagliarella. Prende il cellulare, scatta una foto, entra nel negozio, chiede, registra imbarazzate risposte dell'antiquario, torna e riferisce ai suoi superiori e al comandante del nucleo operativo, colonnello Raffaele Mancino. C'è tutto questo dietro il rientro in Italia di due opere romane, la statua di Terracina e uno Zeus in bronzo del I secolo d.C. rubato invece all'Antiquarium delle Terme di Diocleziano nella notte del 13 maggio 1960, recuperate dal lavoro dei carabinieri al termine di un laborioso contenzioso a cui hanno partecipato attivamente anche le autorità americane (l'Ice dell'aeroporto JFK di New York, cioè l'Immigration and Customs Enforcement, presente ieri con Mona Forman, Vicedirettore dell'Ufficio), come ha sottolineato il generale Pasquale Muggeo. Ora saranno esposte presso Palazzo Massimo, accanto ai bronzi ellenistici ha spiegato la direttrice Rita Paris, poi la statua in marmo continuerà il suo viaggio fino a Terracina dove troverà ad attenderla la direttrice Gigliola Marrocco e l'intera cittadina. Lo Zeus di epoca imperiale è assolutamente pregevole, ha detto Stefano De Caro direttore dell'archeologia al ministero. È ispirato all'Alessandro con la lancia, di Lisippo. Faceva parte della dotazione di un piccolo deposito di numi tutelaci «lari» di una domus imperiale del quartiere Monti. A trovarlo nel 1973 - era allora sovrintendente Carrettoni - furono gli archeologi della sovrintendenza, scavando nella cripta della chiesetta SS. Sergio e Bacco di piazza Madonna dei Monti. Portato all'Antiquarium fu rubato nottetempo nel 1980 (da un paio di giovani intravisti poi fuggire) insieme ad altri 9 pezzi, di cui finora era stata ritrovata solo un' Iside Serapide recuperata a Londra. Il pregevole bronzetto era detenuto da una ricchissima collezionista di Manhattan, che l'aveva comprato da una casa d'aste per 537 mila dollari. La donna, messa al corrente della provenienza illecita, l'ha restituito senza chiedere contropartite. In precedenza era transitato per una mostra a Cleveland, nell'Ohio, dove era stato presentato con un'expertise di Marion True processata poi per gli acquisti del Getty Museum di Malibù e mostrato sulla rivista «Gods Delight" . L'opera era entrata a suo tempo negli Stati Uniti, con una semplice dichiarazione alla dogana da un gallerista italiano, quando questi commerci erano effettuati senza troppe preoccupazioni. In seguito era passato per due case d'asta. Infine ieri Mona Forman, la dirigente delle dogane e dell'immigrazione americana venuta a festeggiare il rientro delle opere d'arte si è fatta poi accompagnare al Colosseo. Era la prima volta che visitava a Roma, ne è rimasta entusiasta.
Busto romano in vetrina a New York riportato in Italia da un maresciallo
Un sottufficiale dei carabinieri, Michele Speranza, riconosce un busto femminile con cornucopia in una vetrina di un antiquario a New York. Il busto è stato rubato nel 1988 dal Museo archeologico di Terracina. Speranza chiama il suo superiore e il colonnello Raffaele Mancino, che inizia un'indagine. I carabinieri ritrovano anche un Zeus in bronzo del I secolo d.C. rubato all'Antiquarium delle Terme di Diocleziano nel 1960. Le due opere d'arte vengono restituite all'Italia e saranno esposte presso Palazzo Massimo. Il Zeus è un pregevole bronzetto ispirato all'Alessandro con la lancia, di Lisippo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo