L'iniziativa dopo l'appello del sindaco. I dati alla Sun che elaborerà una mappa delle priorità Domus a rischio, partito il monitoraggio della Guardia di Finanza NAPOLI - La Guardia di Finanza torna a Pompei, stavolta non per il corso fantasma da settecentomila euro che ha visto 266 indagati. Ma per volare sull'area archeologica con un aereo dotato di un sistema ad altissima tecnologia e individuare tutte le case a rischio della città pliniana. L'operazione non è nata per imput del ministero dei Beni culturali, ma su richiesta del sindaco, Claudio D'Alessio che ieri mattina ha fatto il volo inaugurale sul velivolo delle fiamme gialle. Un monitoraggio aereo cominciato ieri e che raccoglierà dati importanti per capire lo stato di salute dell'area archeologica che ogni anno ospita oltre due milioni di visitatori e incassa 22 milioni di euro. I rilevamenti verranno poi elaborati dalla facoltà di Architettura della Seconda università di Napoli. I risultati saranno illustrati dal preside Carmine Gambardella in settimana, forse già al convegno della Reggia di Caserta su «Terrae Motus», che si terrà il 23 novembre (ricorrenza del sisma). L'aereo fa parte della flotta del Gruppo di esplorazione aeromarittima del Comando operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Pratica di Mare, ed è stato dislocato a Capodichino. Con due missioni quotidiane procederà ad un'accurata mappatura del territorio pompeiano utilizzando sofisticati sistemi di telerilevamento all'infrarosso, al fine di misurare lo stato di salute del suolo e delle case per evitare che vi sia un'altra Domus dei Gladiatori da raccogliere col cucchiaino. «Un lavoro di massima precisione e importanza - spiega il colonnello Camillo Passalacqua, comandante del gruppo. L'aereo è dotato di un sensore che si chiama Daedalus 3500 che legge la riflettenza sul canale infrarosso e ultravioletto. In pratica è in grado di rilevare infiltrazioni d'acqua nelle domus pompeiane e la presenza di sacche idriche sotto le fondamenta. Ieri abbiamo fatto un secondo volo dopo il tramonto perché il sistema funziona meglio con il buio. Stiamo già elaborando i primi risultati e lunedì consegneremo la prima tranche dei dati alla Sun». A bordo del velivolo, oltre ai tecnici della Guardia di Finanza, è presente una equipe di esperti scientifici della Seconda Università di Napoli guidata dal preside Carmine Gambardella, che si occuperà poi della elaborazione dei dati raccolti e della stesura della mappa del rischio a Pompei. «Ho molta fiducia in questo sistema - spiega il capitano pilota Giuseppe Casbarra - ha sempre dato ottimi risultati». Soddisfatto Claudio D'Alessio: "Sono sindaco di Pompei - ha detto da sette anni e finora non ho mai visto la giusta attenzione agli Scavi da parte di governo e Regione. Questo crollo è servito perché finalmente le istituzioni si occupassero dell'area archeologica. Bisogna capire che i beni culturali di Pompei, insieme con quelli presenti in altre importanti città, sono il vero motore dell'economia della Campania».