Dopo la Domus dei gladiatori di Pompei in pezzi il portale della sacrestia di Gela Dopo la Domus dei gladiatori di Pompei un altro monumento si sbriciola per l'incuria e l'abbandono. Questa volta finisce in frantumi il portale della sacrestia di un antico santuario di Gela, intitolato alla patrona della città, Maria d'Alemanna. Un crollo che rinfocola le polemiche. Italia Nostra punta il dito contro l'assenza di un piano di manutenzione straordinaria, invitando il ministro Bondi a dimettersi. Una richiesta che il ministero bolla come «faziosa», sottolineando che la tutela dei beni culturali della Sicilia spetta alla Regione. Ma anche il neo assessore regionale, Sebastiano Missineo, prende le distanze sostenendo che il monumento «non è di proprietà della Regione». Il santuario, che risale al 1450, sarebbe stato costruito nel 1243 dall'ordine religioso dei cavalieri teutonici, iniziatori del culto di Maria d'Alemanna, per poi subire alcune modifiche. Nel 1979 fu parzialmente demolito, lasciando la sacrestia, e ricostruito in stile moderno. Nel 1985 è stato riaperto al culto. La parte vecchia è rimasta in attesa di restauro, insieme con l'alloggio delle suore francescane che ne curavano la gestione. La Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta ha subito inviato sul posto un suo esperto, l'architetto Antonino Ristagno, per una ricognizione e per accertare l'entità dei danni. Il tecnico ha chiesto che «l'edificio, catalogato come bene monumentale», vada subito messo in sicurezza, per evitare ulteriori crolli. Solo in una seconda fase si procederà a progettare e realizzare interventi mirati di recupero». E ora è il tempo delle prese di distanze dei palleggiamenti di responsabilità. «L'accostamento con la tragedia culturale di Pompei - dice il sindaco, Angelo Fasulo - mi sembra alquanto esagerato. L'amministrazione non ha alcuna responsabilità e non era nelle condizioni di intervenire, in quanto la zona interessata è di proprietà della Curia ed è recintata ed inaccessibile». Il sindaco lamenta «l'eccessivo clamore che ancora una volta mette in cattiva luce Gela» e sottolinea che «non è mai pervenuta in questi anni, nè al Comune nè alla Sovrintendenza, alcuna richiesta di restauro. Ma i cittadini del »comitato pro-santuario« non sono d'accordo: »Sono anni che gridiamo ai quattro venti che l'intera struttura è in pericolo, che tutto sta per crollare, ma nessuno ci ascolta".
Gela. Altro crollo, stavolta cede un santuario
Il portale della sacrestia di un antico santuario di Gela, dedicato alla patrona della città Maria d'Alemanna, si è sbriciolato a causa dell'incuria e dell'abbandono. L'evento ha rinfocolato le polemiche, con Italia Nostra che ha invitato il ministro Bondi a dimettersi. Il ministero ha bollato la richiesta come faziosa, sostenendo che la tutela dei beni culturali della Sicilia spetta alla Regione. Il neo assessore regionale, Sebastiano Missineo, ha anche preso le distanze, affermando che il monumento non è di proprietà della Regione.
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