Interdetta l'area del tempio «E» a causa della caduta di calcinacci dalle colonne restaurate Castelvetrano. «Quanto è di recente accaduto a Pompei non è servito da monito come tutti auspicavamo e oggi siamo costretti ad assistere a un altro increscioso episodio che potrebbe portare danni incalcolabili al nostro patrimonio archeologico. Per fortuna la situazione non è irrecuperabile e siamo fiduciosi che il nostro grido d'allarme possa essere accolto con celerità». Lo ha dichiarato il sindaco Gianni Pompeo nell'apprendere la notizia della interdizione ai visitatori dell'area attorno alle colonne del tempio «E» del parco archeologico di Selinunte dalle quali si è registrato il distacco di calcinacci. «Con Caterina Greco, direttore dell'appena istituito parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa - ha concluso Pompeo - cercheremo di concordare i modi per il recupero del sito e i tempi per una sua ottimale fruizione. Speriamo di intercettare quei finanziamenti che ci potranno permettere di operare al meglio». I finanziamenti ai quali si riferisce il primo cittadino sono quelli chiesti alla Regione attraverso la presentazione di progetti da parte della neo direttrice del parco archeologico - che ha chiesto una perizia di somma urgenza per i templi «E» e «C» - che prevedono lo stanziamento con fondi Por-Fesr. Rendere fruibile nella sua totalità il tempio «E» è d'altronde una cosa che dovrebbe interessare tutti. A parte il fatto che i beni archeologici che conserva il parco appartengono all'umanità intera e che dunque sarebbe un errore imperdonabile consentirne lo sbriciolamento. Il tempio in questione, il quale è tra i più antichi esempi di architettura templare dorica esistente, in estate, negli ultimi anni, è stato la sede molto suggestiva di spettacoli vari, tra cui quelli del circuito «Teatri di pietra». Pertanto è necessario intervenire con tempestività per permettere che la prossima stagione di spettacoli vi si possa svolgere in tutta tranquillità. A creare gli attuali problemi è il restauro a cui le colonne sono state sottoposte una quarantina di anni fa e per il quale sono stati utilizzati cemento e ferro, proprio quello che essendosi ossidato ora sta provocando il distacco di calcinacci. Negli ultimi anni è stata Legambiente Sicilia a lanciare ripetuti allarmi per attirare l'attenzione sul precario stato di salute dei templi del parco archeologico di Selinunte che con i suoi 270 ettari di superficie è il più vasto d'Europa. Margherita Leggio 17112010
SICILIA - Selinunte a rischio come Pompei
Il tempio E del parco archeologico di Selinunte è stato interdetto ai visitatori a causa della caduta di calcinacci dalle colonne restaurate. Il sindaco Gianni Pompeo ha dichiarato che la situazione non è irrecuperabile e che si spera di poter recuperare il sito con celerità. Il problema è stato causato dal restauro a cui le colonne sono state sottoposte 30 anni fa, che ha utilizzato cemento e ferro, ora ossidati. La direzione del parco archeologico ha richiesto una perizia di somma urgenza per i templi E e C. Il sindaco ha promesso di cercare finanziamenti per il recupero del sito e per renderlo fruibile nella sua totalità.
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