Gela. Dalla Domus Aurea al Colosseo, fino alla Schola Armaturarum di Pompei, sulle cui rovine è scoppiata la crisi di governo e adesso Gela, dove è parzialmente crollato un portale quattrocentesco della sacrestia dell'antico santuario di Maria d'Alemanna, Patrona della città che viene venerata l'8 settembre. All'interno del vecchio santuario in contrada Villaggio Aldisio un contadino trovò l'effige della Madonna col Bambino di età bizantina nel XV secolo. Cronaca di un crollo annunciato, visto che da tempo - dicono adesso in città -era stato lanciato l'allarme e nessuno era intervenuto. In Sicilia i beni archeologici ricevono finanziamenti regionali e ieri, dopo che i riflettori dei media sono stati puntati sul santuario gelese, è giunto l'architetto Antonino Ristagno, esperto della Soprintendenza di Caltanissetta, che ha catalogato «l'edificio come bene monumentale che va messo subito in sicurezza per evitare ulteriori crolli. Ma solo in una seconda fase si procederà a progettare e realizzare interventi di recupero». Una speranza per il comitato spontaneo «pro santuario Maria Santissima dell'Alemanna» rappresentato da Calogero Blanco, Carmelo Di Nisi, Rosa Cannizzo, Nuccio Samà, Maurizio Cirignotta. Ieri sera i membri del comitato si sono ritrovati per la tradizionale preghiera. Sono loro, oltre ai padri salesiani, ad avere le chiavi del Santuario attiguo alla parrocchia San Domenico Savio. E sempre loro da anni si battono per «la memoria storica e religiosa del ritrovamento dell'icona di Maria d'Alemanna». Vane sarebbero state le richieste di intervento di manutenzione del vecchio edificio «poco importante per dal punto di vista architettonico» per don Carmelo Umana, direttore dei Salesiani. Il sindaco Angelo Fasulo non accetta le critiche ed il paragone con Pompei: «L'amministrazione comunale non ha alcuna responsabilità e non era nelle condizioni di intervenire, in quanto la zona interessata è di proprietà della Curia». Ma per i membri del comitato "pro santuario" l'edificio è comunale, concesso in passato alle Suore Cappuccine il cui convento era attiguo al Santuario. Il vecchio santuario è ormai chiuso, l'area in cui si è registrato il crollo è stata interdetta ed il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi, ricorda che nella diocesi da lui diretta «ci sono diverse chiese storiche chiuse perché necessitano di interventi e non ci sono i fondi. In Sicilia sono tanti i beni culturali da proteggere e la Regione ha poche risorse, ma anche i ritardi burocratici rendono difficili gli interventi». Il neo assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Missineo, prende le distanze da quanto è accaduto a Gela e sostiene che «l'edificio non è di proprietà della Regione». 20112010
SICILIA - GELA. crollato un portale quattrocentesco della sacrestia dell'antico santuario di Maria d'Alemanna
A Gela, in Sicilia, un portale quattrocentesco della sacrestia dell'antico santuario di Maria d'Alemanna è parzialmente crollato. L'edificio, che è stato chiuso per anni, è stato catalogato come bene monumentale e l'architetto Antonino Ristagno ha iniziato a lavorare per stabilizzare la struttura. Il comitato spontaneo pro santuario Maria Santissima dell'Alemanna ha richiesto interventi di recupero, ma il sindaco Angelo Fasulo ha affermato che l'amministrazione comunale non ha alcuna responsabilità. Il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, mons.
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