Si avvicina la data del referendum e solo ora timidamente inizia un po' di dibattito in città, non si pongono però le basi per favorire una scelta consapevole da parte dei cittadini. La spinta che ha caratterizzato il comitato promotore nella raccolta delle firme sembra perdere di vigore, le ragioni di chi appoggia il nuovo ospedale sono spesso sostituite dall'elenco di chi è d'accordo e sul diritto a spendere la propria autorevolezza. Da parte sua l'amministrazione preferisce il silenzio: non avendo potuto negare l'uso dello strumento, spera che il mancato raggiungimento del quorum disinneschi la mina vagante; la scelta di consentire il voto anche ad extracomunitari ed ultrasedicenni, se apparentemente allarga la partecipazione democratica, nasconde l'insidia di rendere più difficile il raggiungimento del quorum. Eppure è un'occasione importante perché per la prima volta si utilizza uno strumento di partecipazione dei cittadini indicato dallo Statuto comunale, in una città dove le decisioni che contano vengono prese da ristrette oligarchie e poi veicolate per la ratifica nei luoghi istituzionali, come la giunta e il consiglio comunale... Per poter agire responsabilmente sarebbe invece necessario aver chiari i termini della questione. Innanzitutto bisognerebbe capire quale sia il futuro dell'ospedale di Livorno all'interno del Piano sanitario regionale. Se, come ormai appare chiaro, in un sistema sanitario integrato l'ospedale di Livorno diventerà una struttura satellite dei policlinici pisani, conoscere quali unità operative rimarranno e che tipo di prestazioni dovranno garantire permetterebbe di valutare di quanto si può ridurre l'area attualmente a disposizione dell'ospedale per fare spazio a quelle strutture per anziani di cui la città ha bisogno: ospedali di comunità che accolgano soprattutto gli anziani dimessi dall'ospedale ma non ancora autosufficienti, nuove forme di ospitalità con basso livello di assistenza e spazi comuni per anziani autosufficienti invece di trovare come unica alternativa le case di riposo... Qualcuno poi ci dovrebbe spiegare, dati alla mano, quali sono gli enormi costi di manutenzione dell'attuale struttura, quanti anni ci vogliono per ammortizzare la spesa sostenuta per le recenti innovazioni del blocco operatorio e del nuovo Pronto soccorso. Perché al semplice cittadino rimane difficile da capire come si possano investire tanti soldi in nuove strutture e continuare a spendere cifre spaventose per la manutenzione dell'attuale ospedale se se ne vuole costruire uno nuovo: a meno che i tempi di quest' impresa non si prevedano talmente lunghi che il nuovo di oggi farà in tempo a diventare obsoleto... Resta poi il problema non certo secondario della viabilità e in questo clima di contenimento dei costi è da vedere se le famose compensazioni per il Lotto zero, sempre che si faccia, basteranno: Montenero non è una zona disabitata, ma incastonata in un territorio difficile da modificare, delicato e complesso. Esisteranno, si spera, studi di fattibilità, analisi di costi comparativi: però a chi andrà a votare il 28 novembre non vengono divulgati. Si rimane sul generico, si dice che non va persa l'occasione di avere finalmente un ospedale nuovo, che tutti gli ospedali nuovi vengono costruiti fuori città, che i terreni sono di proprietà comunale e non vi sono costi per l'esproprio, che ci saranno ampi parcheggi, ma chi andrà a votare così non ha ricevuto ragioni adeguate per dire che della struttura attuale ci si deve disfare, non sa che cosa si farà delle aree che così si libererebbero e rimane con la sgradita sensazione che si sarebbero potute fare scelte diverse. Ad esempio per i parcheggi: vicino all'ospedale c'è l'area ex Pirelli e non si è mai capito che destinazione le si voglia dare (il vincolo della Soprintendenza che la blocca, è un vincolo generico facilmente superabile da un progetto adeguato); l'area ha un' ottima collocazione per realizzare parcheggi per chi si reca in ospedale, ma niente è stato mai fatto in tal senso. Utilizziamo questi ultimi giorni per fornire un'informazione adeguata e puntuale ai cittadini: allora il referendum, qualunque sia l'esito, non sarà stato una presa in giro. magistrato