Il confronto con Barcellona, Vienna e Praga: "Fuori fanno le cose meglio di noi" Larea dello stadio un polo tematico sul modello delle Ramblas. Le Cascine parco specializzato nello svolgimento della vita notturna giovanile estiva. San Niccolò luogo di aggregazione sul quale attrarre investimenti privati dopo aver riqualificato larea. I lungarni, ripuliti sia negli argini che nel letto del fiume, nuovo centro di attrazione capace di far uscire i fiorentini dalle case e dagli uffici. Firenze città viva, come Barcellona, ma anche come Vienna e Praga. Sono le tre metropoli europee studiate e confrontate con Firenze dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dalla società di consulenza The Boston Consulting group. Alla fine del lavoro il responso di Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Fondazione, è questo: «Fuori fanno le cose meglio di noi, è un gap da recuperare, anche se si diffonde la percezione di Firenze come città che sta cambiando». «Rinnovare limmagine di una città darte, unanalisi di benchmark internazionale» era il titolo dello studio. In realtà lanalisi di quanto di meglio ci sia allestero è andata ben oltre una questione dimmagine. Tanto che lo studio detta un severo decalogo a Firenze: la città deve assicurare la continuità nel lungo periodo dei processi di rinnovamento, avviare specializzazioni tematiche delle sue aree e creare poli attrattivi, tenere separati i ruoli tra chi programma (e finanzia) e chi attua, garantire autonomia di budget ai responsabili delle singole iniziative, mettere alla direzione degli eventi manager capaci, investire nellofferta culturale, creare eventi di richiamo internazionale e promuovere in modo coordinato il territorio con un logo unico. Barcellona, Praga e Vienna indicano la strada per superare un doppio deficit: il soggiorno breve dei turisti a Firenze (1,7 notti pro capite) e il fatto che chi viene tende a non tornare. Daccordo con lanalisi lassessore alla cultura Giuliano Da Empoli, che ha indicato le iniziative sulle Cascine come prova dellimpegno dellamministrazione a rinnovare sulla strada evidenziata dallo studio. «Praga è in fase embrionale e Barcellona sembra aver esaurito la spinta - ha detto Da Empoli - Guardiamo con maggiore attenzione a Vienna che si è tolta di dosso limmagine polverosa e nostalgica di capitale del regno austro-ungarico». Per le specializzazioni tematiche per area si punta anche sulluniversità. «Nella classifica internazionale - ha detto Bini Smaghi - dal 2003 ha perso cinquanta posizioni mentre altri atenei italiani miglioravano e adesso si colloca tra la duecentesima e trecentesima posizione. Occorre riportarla ai livelli del passato». Allaltana di Palazzo Strozzi la presentazione dello studio è stato uno degli ultimi atti di Florens 2010. Oggi, giorno di chiusura della kermesse, al Forum internazionale di Palazzo Vecchio la lectio magistralis di Zahi Hawass, il segretario generale del consiglio supremo delle antichità egizie, e la conclusione con la presentazione dellAgenda per la Toscana e per lItalia da cui dovrebbero uscire i risultati concreti dei tanti incontri. Per ora si sa che la Fondazione Florens, in via di riconoscimento giuridico con lintenzione di creare un appuntamento biennale, pensa di fondare un Centro di studi internazionali sulleconomia dei beni culturali e, in collaborazione con luniversità, una Scuola di manager dei beni culturali. Quanto al progetto Cna di scuola per artigiani, la Provincia ha lanciato un bando da 450.000 euro per finanziare lapprendistato in bottega: i progetti vanno mandati entro il 15 dicembre. Infine, la società Nexta ha annunciato la nascita di Arte.it, il primo motore di ricerca intelligente e tematico dedicato allarte italiana.