Moratti agli assessori: "Sembra un suk". Ormai non si cambia più Il direttore Acerbo incaricato di verificare le scelte della giunta Unica modifica: la Torre di Luce andrà dietro la cattedrale Piazza Duomo, si naviga a vista. Chi la attraverserà nel periodo natalizio farà lo slalom tra una mega gioielleria di Tiffany sotto un albero da 48 metri, le Audi esposte davanti a Palazzo Carminati, con a fianco i gazebo commerciali, mentre un palco per i concerti chiuderà la piazza sul lato Arengario. Sullo stesso lato - davanti a Palazzo Reale - gli aerei di Finmeccanica. Verso corso Vittorio Emanuele ci si imbatterà nella struttura dove si vendono gli articoli del "brand Milano" e in una installazione luminosa alta 30 metri; la direzione opposta, verso Cairoli, vedrà il brulichio di bancarelle natalizie di ogni sorta. Insomma, un affollamento che ha già prodotto uno stillicidio di contestazioni tale che ieri, in giunta, il sindaco ha bacchettato i suoi assessori. «Non voglio che piazza Duomo diventi un suk, dobbiamo chiarire come si danno i permessi, e dovete parlare di più tra voi». Parole che la Moratti ripete ogni anno, e che non hanno mai un seguito reale. Tanto che, appunto, anche questa volta si salva quasi soltanto il sagrato, nonostante sia stata istituita una commissione apposita per valutare le iniziative da autorizzare. La palla passa ora nelle mani del direttore generale del Comune Antonio Acerbo, a cui il sindaco ha affidato informalmente il compito di capire quante e quali autorizzazioni sono state già concesse. Un commissariamento di fatto degli assessori, che il titolare del Decoro urbano Maurizio Cadeo contesta: «Deve essere la politica a decidere. Non ci si fa dettare le regole, che comunque devono valere per tutti, né dalla Sovrintendenza né dalla macchina comunale». Gli fa eco il collega Alan Rizzi: «Se cè un comitato che decide è lì che si devono discutere le diverse posizioni». Obiettivo della polemica è il sovrintendente Alberto Artioli che ha bocciato linstallazione della "Torre di Luce" in piazza. Ieri, il compromesso: la scultura sarà spostata dietro il Duomo, ma le auto in esposizione dello sponsor restano in piazza Duomo. Altra questione. Dopo le polemiche con la Curia per la boutique di Tiffany lo stesso sindaco aveva assicurato che il negozio sarebbe stato ridimensionato: ma le operazioni di montaggio dellalbero, in questi giorni, rivelano come non ci siano variazioni rispetto alle previsioni. Ed è proprio al fastidio della Curia per questa vicenda che guarda lassessore alla Cultura Finazzer Flory: «Il Natale è una festa religiosa, bisogna tenere conto della posizione della Chiesa», dice, accennando anche allinaugurazione del Museo del Novecento a dicembre che darebbe già «un segno luminoso alla piazza». Replica secco Cadeo: «Forse Finazzer teme che lalbero metta in ombra il museo». Scaramucce tra assessori che però rivelano come il tavolo di lavoro tra i vari settori (ci sono anche i vigili e la stessa sovrintendenza) sia finora stato un flop. «Il sindaco colga questa occasione per rilanciarne il ruolo - propone lassessore al Turismo, Alessandro Morelli - perché è evidente la necessità di trovare accordi condivisi».
MILANO - Negozi, gazebo, auto in mostra e aerei piazza Duomo è come un ipermercato
Il sindaco di Milano ha criticato gli assessori per l'affollamento di piazza Duomo durante il Natale, definendolo un "suk". Ha istituito una commissione per valutare le iniziative da autorizzare e ha affidato al direttore generale del Comune Antonio Acerbo il compito di capire quante e quali autorizzazioni sono state già concesse. La polemica riguarda linstallazione della "Torre di Luce" in piazza Duomo, che è stata spostata dietro il Duomo, ma le auto in esposizione dello sponsor restano in piazza. Il sindaco aveva assicurato che il negozio di Tiffany sarebbe stato ridimensionato, ma le operazioni di montaggio rivelano che non ci sono variazioni.
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