Lidea è quella di andare oltre il mecenatismo e alcune imprese hanno già aderito Deve voltare pagina ed entrare in una nuova fase il Sistema Torino. Perché se finora - tra concordia delle istituzioni e condivisione di obiettivi e risorse - ha funzionato e permesso un rilancio della città attraverso la cultura, in tempi difficili e con risorse limitate occorre andare oltre il mecenatismo e coinvolgere in modo nuovo i privati, chiedendo loro di mettere a disposizione, oltre ai contributi, le competenze professionali. Questo il messaggio emerso ieri dal workshop "Beni culturali e imprese. Il sistema Torino e le sue prospettive", organizzato dalla Consulta nella sede dellUnione Industriale, nellambito della IX Settimana della Cultura dImpresa di Confindustria. Tra le notizie, in risposta allappello a coinvolgere nel "sistema" anche la piccola e media impresa, lingresso in Consulta di tre nuovi soci, Buffetti, Fenera e C.l.n. Dopo il saluto del numero uno di via Fanti Gianfranco Carbonato - al tavolo con gli assessori Coppola e Perone, con la responsabile Cultura del Comune Anna Martina e con Alessandro Laterza di Confindustria, mentre in sala sedevano i presidenti di Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo Andrea Comba e Angelo Benessia - non si è fatta attendere la proposta del presidente della Consulta Lodovico Passerin DEntreves: «Vorrei invitare istituzioni, soprintendenze, fondazioni, aziende, operatori turistici a incontrarci qui allUnione due volte allanno, per scambiare le informazioni necessarie a conoscere i progetti, le ipotesi di lavoro, le eventuali emergenze. Unoccasione non per staccare assegni, ma per presentare opportunità». Poi linvito alle aziende a non essere solo mecenati e sponsor, bensì a condividere conoscenze tecniche e skill manageriali, dal marketing alla gestione del personale, dalla comunicazione allutilizzo delle nuove tecnologie, alle capacità di raccogliere fondi. Un invito subito accolto dallassessore regionale Michele Coppola, che ha ribadito la sua idea che «le spese per la cultura andrebbero divise in tre, tra pubblico, privato e proventi derivati dallo sbigliettamento». Tra le emergenze sottolineate da Coppola, anche «la necessità di trovare un linguaggio nuovo per confrontarsi con gli interlocutori privati». Il direttore regionale Mario Turetta ha preferito portare dei dati: «Dallultimo Accordo quadro di programma sono stati investiti in cultura 465 milioni di euro, principalmente nei restauri, le risorse oggi sono diminuite ma abbiamo realizzato molto, occorre proseguire e ritrovare lo spirito olimpico».
Cultura, il Sistema Torino cambia ai privati chiede esperti e know how
Il Sistema Torino deve andare oltre il mecenatismo e coinvolgere nuovamente i privati. Questo il messaggio emerso dal workshop "Beni culturali e imprese. Il sistema Torino e le sue prospettive". L'invito è rivolto alle istituzioni, soprintendenze, fondazioni, aziende e operatori turistici a incontrarsi due volte all'anno per scambiare informazioni e presentare opportunità. Le aziende devono condividere conoscenze tecniche e skill manageriali, oltre ai contributi finanziari. Il messaggio è stato accolto dall'assessore regionale Michele Coppola, che ha ribadito l'idea di dividere le spese per la cultura in tre categorie: pubblico, privato e proventi derivati dallo sbigliettamento.
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