Risponde Corrado Augias Caro Augias, la vicenda delle due statue 'completate' per palazzo Chigi è grottesca. In uno dei testi fondamentali per la conoscenza dell'archeologia, "Grecia" a cura di Bianchi Bandinelli e Torelli, nella scultura denominata Cavaliere Rampin conservata al Louvre, i curatori ravvisano una "discrepanza tra il torso compatto e un poco inerte e una testa radiosa d'intelligenza e di vitalità". Forse, per una perfida nemesi storica, il nostro Cavaliere si presenta al popolo con le suddette parti anatomiche invertite: non si capisce, altrimenti, l'utilità di una spesa esagerata per un paio di chili di marmo. Bizzarro notare come le parti aggiunte rappresentino i mezzi con i quali sembra che oggi si faccia politica, ovvero mani e genitali, che sembrano aver sostituito esperienza e cultura. È come se il presidente del Consiglio invidiando un po' l'aspetto lindo e nuovo dell'arte del Sol Levante, fosse voluto intervenire sulle crepe del nostro Paese, partendo dal patrimonio artistico che ci ha resi famosi e programmando un lifting universale esteso dal suo viso a ogni cosa lo circondi. Michele Magno Ferruzzi mickuniquelibero.it L e lettere sul pene aggiunto variano dal divertimento all'indignazione, dall'erudizione alla psicoanalisi. Scrive Iole Pozzi (iole.pozzilibero. it): «In tempi di lifting e trapianti Berlusconi ha speso 70 mila euro per dotare le antiche statue romane di mani e di pene. Ha fatto restaurare a suo modo la bella Venere e il possente Marte. Non bastava aver deturpato l'affresco «Verità svelata" del Tiepolo o, in altra occasione, 'La città ideale'. Meno male che la Nike di Samotracia è ben custodita al Louvre!». Nicola Campoli (nicolacampoligmail. com): «Non capisco dove sia potuta maturare un'idea così bizzarra. Un appello, però, mi sento di farlo: Berlusconi per cortesia tolga le mani dal nostro patrimonio artistico, forse l'unica vera ricchezza del Paese, faccia ciò che vuole sulle opere nelle sue tante dimore». Ho ricevuto anche interventi di tipo psicoanalitico che ometto anche perché se ne possono intuire le facili implicazioni di tipo sessuale. Ieri Repubblica ha dato voce alle opinioni autorevoli e severe di tecnici ed esperti. Aggiungo una minuscola nota. Il guasto che quelle ridicole aggiunte rivelano mette a nudo la profonda incultura dell'uomo, solo il candore di una assoluta inconsapevolezza può averlo fatto arrivare a tanto. Siamo al livello dei limoni appesi col filo alle piante che ne erano sprovviste (Genova, G8). Ma le ridicole aggiunte non si sarebbero fatte senza l'obbedienza supina di un architetto e di un ministro dei Beni Culturali, amministratore e custode di uno dei massimi patrimoni artistici dell'umanità. Che dio li perdoni, per noi sarà difficile.
La vicenda delle due statue 'completate' per palazzo Chigi è grottesca.
Corrado Augias ha scritto un articolo in cui critica le aggiunte fatte alle statue del palazzo Chigi. I curatori di un testo sull'archeologia hanno notato una "discrepanza" tra il torso e la testa delle statue. Augias suggerisce che le aggiunte rappresentino i mezzi con i quali si fa politica, ovvero mani e genitali. Ha speso 70 mila euro per dotare le statue romane di mani e di pene. Michele Magno Ferruzzi ha scritto che le lettere sul pene aggiunto variano dal divertimento all'indignazione. Iole Pozzi ha scritto che Berlusconi ha deturpato l'affresco Verità svelata del Tiepolo.
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