Perché a rischiare l'estinzione ora è il ministero dell'Ambiente (causa taglio fondi) Il ministro dell'Ambiente ora rischia l'estinzione: tagliati i fondi di due terzi Il Wwf ha lanciato un appello per chiamare le istituzioni a garantire una politica pubblica con regole e finanziamenti adeguati a garantire la conservazione della natura e la considerazione della biodiversità come un patrimonio della Nazione, un bene comune e un diritto da garantire al pari della sanità, dell'istruzione e dei Beni culturali. Sembra un paradosso ma l'appello cade in un momento importante al fine di garantire il garante, perché in realtà è il ministero dell'Ambiente a correre il rischio estinzione. Nella conclusione del 2010, anno internazionale della bio-diversità, l'Italia approverà una legge di bilancio che non fa onore alla sua tradizione di custodia del patrimonio naturale e artistico, culla della cultura europea. La riduzione di circa 26 milioni di euro, il taglio di 40 milioni della disponibilità di spesa per la tutela e conservazione della fauna, salvaguardia della biodiversità e dell'ecosistema marino,sommati ai tagli dei trasferimenti a Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane, comporterà delle pesanti conseguenze nelle strutture, nei servizi e nell'economia di un turismo di qualità per la gestione dei Parchi nazionali, sia per tutte quelle attività di relazione e valorizzazione di una responsabilizzazione da parte delle popolazioni dei territori dei parchi che di quelle legate alle scuole e alla cittadinanza più in generale. Educatori ambientali, operatori nei servizi ambientali, personale degli ecomusei e di quelli scientifici, ricercatori universitari, nonché il personale delle aree protette, hanno costituito negli anni un presidio che ha contribuito a tessere una solida e preziosa rete con la sussidiarietà e l'associazionismo. Oggi questo patrimonio sociale e culturale di custodia e valorizzazione riceve un colpo micidiale che può pregiudicarne efficacia ed esistenza. Viene indebolita e messa in discussione la funzione di presidio del territorio insieme ad una cultura ispirata ad un'etica della responsabilità verso il vivente, le due garanzie necessarie affinché le nuove generazioni abbiano diritto ad un futuro sostenibile. Nell'Italia del Veneto allagato dalle intemperie e dalla malagestione del territorio, come ha richiamato il presidente regionale di Confindustria, nell'Italia della Campania sommersa dalla spazzatura, dei palazzi milanesi costruiti sulle discariche tossico-nocive quali saranno le nuove immagini per le cartoline? Quale funzione di vigilanza e di promozione virtuosa può svolgere un ministero dell'Ambiente, che vede ridursi i finanziamenti di 23 in pochi anni, in settori come la difesa del suolo o l'assettodissesto idrogeologico? Nel 2011 i fondi destinati a questo scopo, si pensi al disastro di Messina del 2009 e alla richiesta di stato di emergenza da parte di 5 Regioni, ammontano a 32,7 milioni di euro con un taglio dell'81 per cento. Al ministero dell'Ambiente per il 2011 verrà assegnata una cifra equivalente al costo di una Fregata multi-missione Frem (500 milioni). Il Wwf fa notare che anche i dicasteri che intervengono su terreni analoghi a quello del ministero dell'Ambiente quali ministero per i Beni e le Attività culturali e quello delle Politiche agricole subiranno nel triennio 2011-2013 riduzioni di spesa (stabilite dai decreti governativi), che si aggirano però attorno, rispettivamente al 20 e 30 per cento. Un dossier Wwf denuncia che, in campi di intervento cruciali per lo sviluppo del paese, il governo non propone alcuna misura innovativa rischiando concretamente di perdere il treno dell'economia pulita. Si attende di capire se verrà riconfermata la detrazione fiscale del 55 per cento per la riqualificazione energetica degli edifici e ci sono solo nel bilancio 2011 del ministero trenta milioni di euro per il risparmio energetico, mentre sono scomparsi cinquanta milioni di stanziamenti per l'efficienza energetica oltre che per gli incentivi finalizzati al risparmio energetico (tutte misure introdotte con la Legge Finanziaria dell'anno 2007) e, per adesso, non c'è un solo euro sul Fondo rotativo per Kyoto, che era stato istituto proprio nel 2007 con una dotazione di 200 milioni di euro, e ce ne sono solo 31,7 nel 2011 nel bilancio del ministero dell'Ambiente per l'attuazione della Convenzione sui cambiamenti climatici. Il presidente Napolitano nei giorni scorsi aveva sottolineato che il mancato rispetto delle regole è alla radice dei disastri ambientali. Dobbiamo essere consapevoli che o promuoviamo una cultura della cittadinanza condivisa o, al contrario, con una cultura dell'elusione, dell'abusivismo e della corruzione, che attraversa lo stivale come dimostrano gli arresti per rifiuti tossico-nocivi a Pavia, insieme alla nostra comunità si pregiudica l'ambiente nel quale viviamo. E' in corso un dialogo intenso tra le voci più autorevoli e competenti. Benedetto XVI sollecita a una revisione sostanziale del modello economico che ha venerato una crisi ed una recessione globali, a partire dall'agricoltura. «In questo quadro, appare decisivo un rilancio strategico dell'agricoltura. Infatti, il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l'agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro». Per un Paese che si appresta ad ospitare l'Expo 2015 incentrato su "Nutrire la terra, energia per la vita" si tratta di un forte richiamo perché esso sia un'occasione di svolta per le produzioni, la ricerca ed i consumi, non solo un'occasione di speculazione fondiaria ed immobiliare Benedetto XVI è stato estremamente chiaro: «La crisi in atto va presa in tutta la sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo a una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale. E un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l'emergenza ecologica e, ormai anch'esso generale, il problema della disoccupazione» e ha denunciato che «la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra, affidata da Dio Creatore all'uomo affinché la coltivi e la custodisca». Una cultura e una pratica della custodia, in luogo di quella del dominio, che la Chiesa ha da diversi anni. Sul piano delle competenze, qualche mese fa, Carlo Petrini e Jeremy Rifkin, il fondatore di Slow Food e l'economista-innovatore Usa, hanno proposto la stretta connessione tra cibo, energia, natura, comunicazione, democrazia, un approccio olistico che consenta alla specie umana di avere la consapevolezza necessaria per sopravvivere. Sembrano linee guida per l'Expo di Milano, "La politica alimentare è basata sull'energia primaria della vita: il cibo". La conseguenza di uno sfruttamento centralizzato dell'agricoltura, con mono-culture intensive, il perseguimento di una logica meccanicistica invece di una logica olistica produce un disastro di proporzioni bibliche. Tutti richiami che non possono trovare governo e parlamento sordi. A conclusione del 2010, Anno internazionale della biodiversità, l'Italia approverà una legge di bilancio che non fa onore alla sua tradizione di custodia del patrimonio culturale.