In corso in Toscana Florens 2010 la settimana dedicata all'economia del settore Potenziali enormi. Il valore aggiunto, 116 miliardi di euro, prodotto dal comparto culturale in Italia non supera il 9,3 del Pil FIRENZE. Al primo posto per la valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale, tra le regioni del nostro paese c'è la Lombardia. Seguono Lazio, Emilia Romagna e Toscana. La classifica delle nazioni è guidata dagli Stati Uniti, che precedono Regno Unito, Francia e Italia. Nel contesto mondiale, il nostro paese non va malissimo ma, tenuto conto del patrimonio di cui dispone, neppure particolarmente bene: la spesa pubblica è ferma allo 0,57 del Pil, contro lo 0,94 della Danimarca e lo 0,73 della Francia (la Germania, con lo 0,39, però fa peggio). Il valore aggiunto prodotto dal settore culturale (116 miliardi di euro) non supera i1 9,3 del Pil nazionale, con 2,8 milioni di addetti (11,9 del totale dell'occupazione italiana). Le potenzialità inespresse sono dunque enormi. L'economia dei beni culturali e ambientali, al centro di Florens 2010, la settimana dedicata al settore in corso nel capoluogo toscano, ha finalmente un suo sistema di misurazione: si chiama "Florens index", strumento che consente una visione sistemica integrata, realizzato da European House-Ambrosetti e presentato ieri in occasione della giornata di apertura del Forum internazionale dedicato alla «golden economy», come l'ha definita Giovanni Gentile, presidente della Fondazione Florens e di Confindusria Firenze, ideatore della manifestazione a cadenza biennale inaugurata quest'anno, a cui hanno partecipato 35 delegazioni di tutto il mondo e il ministro italiano dei Beni culturali, Sandro Bondi. «C'è una forte correlazione tra sviluppo del settore culturale e sviluppo economico: dobbiamo saper cogliere questa opportunità», ha detto Gentile. «Ambiente e patrimonio artistico possono diventare motore per una crescita virtuosa dell'economia», ha confermato Aureliano Benedetti, presidente di Banca Cr Firenze (gruppo Intesa Sanpaolo), promotore e sponsor di Florens zoio insieme a Confindustria e Cna di Firenze. Per Bondi, che ha ricordato come in Italia non si riesca a utilizzare neppure i soldi disponibili (650 milioni destinati alla cultura sono fermi «per motivi burocratici»), il problema «non è solo di quantità, ma anche di capacità e qualità della spesa». Eppure la cultura crea un moltiplicatore di 2,49 volte sul Pil, per la metà prodotto in ambito industriale.