Polemica tra Comune e Soprintendenza. È di nuovo scontro tra Comune e Soprintendenza sulla torre di luce in piazza del Duomo. L'assessore Maurizio Cadeo spiega: «Siamo disposti ad abbassarne l'altezza. E perfino a rivederne la collocazione. Risultato? Ancora un niet». Ma anche all'interno della maggioranza non sono tutti d'accordo come Fabrizio De Pasquale: «Un'autorità super partes può dire dei no». La Soprintendenza: no anche alle modifiche. Cadeo: bambini capricciosi Ancora un altro no alla torre di luce in piazza del Duomo, ancora scontro aperto tra Comune e Soprintendenza. «Ci siamo sforzati di andare incontro alle osservazioni che ci erano state fatte spiega l'assessore all'Arredo Urbano Maurizio Cadeo . Abbiamo proposto di abbassare di due o tre metri l'opera e perfino di rivederne la collocazione. Eravamo persino disposti a spostare la Torre verso corso Vittorio Emanuele e lo abbiamo comunicato al Soprintendete. Risultato? Ancora un altro niet». L'assessore è un fiume in piena: «A questo punto sono pronto anche ad azioni di disobbedienza civile. Con i loro no si comportano come i bambini capricciosi». L'opera della discordia è firmata da Luca Trazzi ed è già stata esposta in Statale durante il Salone del Mobile. Per la Torre, oltretutto, il tempo stringe. Perché, secondo i piani, i lavori per installarla dovrebbe iniziare domenica. Cadeo promette di rivolgersi al ministro della Cultura, indietro non si può tornare. In ballo ci sarebbero anche i 600mila euro promessi dallo sponsor Audi. «Il danno sarebbe enorme. Senza quei soldi rischiano di saltare altri progetti in giro per la città». II fronte di Palazzo Marino mostra però qualche crepa. Anche all'interno della maggioranza. Perché se Cadeo s'infuria, Fabrizio De Pasquale presidente pidiellino della Commissione comunale Verde e Arredo Urbano prende le difese del Soprintendente Artioli. «E' importante che ci sia un'autorità super partes capace di dire dei no. Artioli nello specifico è persona moderata e ragionevole, è ingiusto buttargli la croce addosso». Piazza Duomo, al centro delle polemiche. Settimana scorsa l'albero-gioielleria griffato Tiffany, oggi la torre di luce dell'Audi. De Pasquale sul punto è categorico: «Diamoci una calmata. La nostra piazza rischia di diventare un suk».