Il ministro Bondi apre il forum conclusivo di Florens, con un'autodifesa che fa infuriare il sindaco Renzi. Poi dice: butteremo 650 milioni, per la burocrazia. Bondi. Pochi fondi? La colpa non è di nessuno, è del meccanismo. Pompei? Ho avuto la sfortuna che sia crollato quel tetto Renzi. Ha usato l'appuntamento per discolparsi. Questo mi fa male: qui si discute di quel che serve al Paese, non di quel che serve a lui Una difesa a tutto campo, la stessa che il 29 novembre farà in Parlamento quando dovrà tener testa alla mozione di sfiducia promessa dal Pd. L'annuncio di un'imminente riforma delle soprintendenze, l'ammissione di non esser riuscito a spendere 650 milioni che pure aveva nelle casse del suo ministero. Quindi il duello con Renzi. Nella giornata di apertura del Forum Internazionale di Florens, l'attenzione è quasi tutta per il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, la cui presenza era stata prima annunciata e poi smentita. Alla fine il ministro è venuto a Frenze. Prendendosi strali e dicendo la sua. «Non è facile essere qui oggi, sono un ministro sotto accusa, ma ho voluto rispettare l'impegno ha detto E' vero che in questo Paese si spende troppo poco per i beni culturali. Meno che in altri. Ma è anche vero che manca la capacità di investire i fondi di cui disponiamo. A volte mancano i progetti e poi la nostra burocrazia rappresenta un freno per lo sviluppo. Quest'anno resteranno nelle casse del nostro ministero 650 milioni non spesi». Per colpa di chi? «La colpa non è di nessuno continua Bondi La colpa è di un meccanismo, che in Italia è più accentuato che in altri Paesi europei, di farraginosità delle decisioni amministrative». Ecco perché il ministro ha usato la platea di Palazzo Vecchio per illustrare la sua riforma delle sovrintendenze: «Sto lavorando a una grande riforma che separi i compiti dei soprintendenti da quelli dei direttori dei grandi musei e delle aree archeologiche. I primi dovranno tutelare il nostro patrimonio, i secondi dovranno gestirlo con criteri manageriali». Poi a chi gli ha chiesto se si ritiene responsabile di quanto avvenuto a Pompei ha replicato: «Ho avuto la sfortuna che sia crollato un tetto in cemento armato fatto negli anni '50: tutto qui. Tutto ciò che era stato trovato a Pompei è salvo». Il tenore del suo intervento non è piaciuto al sindaco Matteo Renzi che lo ha attaccato dicendo: «Bondi ha usato questo appuntamento per fare una puntigliosa autodifesa personale. Mi fa male, perché qui si discute di quello che serve al Paese e non di quanto serve a lui, e non c'è stato né rispetto istituzionale né rispetto per le 35 delegazioni estere che partecipano al forum. Il ministro mi sembra ormai come un yogurt con una data di scadenza molto vicina. Con noi ha assunto un impegno, se non ci sarà più lui parleremo con il suo successore». La replica di Bondi non si è fatta attendere: do sono venuto qui per collaborare con il sindaco mentre le sue affermazioni sono lo specchio dell'imbarbarimento e dell'invelenimento della politica in Italia». La collaborazione a cui ha fatto riferimento il ministro riguarda la firma del un protocollo d'intesa sui beni culturali tra il Comune e il Ministero e della carta unica dei musei. Sul primo punto è stato ancora Renzi a lanciare la sfida: «Se questo protocollo non è ancora pronto non dipende da noi, ma da Bondi». Mentre per rassicurare sull'imminente arrivo della card unica dei musei è intervenuto il direttore generale per la valorizzazione dei Beni Culturali, Mario Resca, che ha assicurato: «Se la firma del protocollo richiederà tempi più lunghi, da questo stralceremo la parte riguardante la card che sarà operativa a Firenze entro Natale». Niente da fare invece perla riconversione dei 65o milioni cui ha fatto cenno Bondi per progetti cittadini. A chiedere a Roma di stornare su Firenze parte di questi soldi è stato il presidente della Regione Enrico Rossi: «Sono sorpreso. Il ministro Bondi ci ha detto di avere in giacenza 650 milioni, non spesi a causa di lungaggini e burocrazia. Perché queste risorse inutilizzate non le trasferisce, ad esempio, agli Uffizi e alla Biblioteca Nazionale? In questo modo si potrebbero garantire il completamento dei lavori, i necessari interventi di manutenzione e una gestione degna di questi importanti istituti nazionali». «Niente da fare ha replicato Resca, Bondi era già andato via quei soldi sono già andati persi». Poi i toni si sono fatti più lievi. È arrivato l'appello e l'invito (in video) di Carlo d'Inghilterra a investire sul bello e sulla cultura e la perfetta perfomance di Toni Servillo che ha letto rime e lettere di Michelangelo.
Florens 2010. Bondi: perduti 650 milioni per la cultura. Il sindaco: un'autodifesa, senza rispetto
Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha aperto il forum conclusivo di Florens con un discorso che ha infuriato il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Il ministro ha affermato di aver spenduto 650 milioni di euro per la burocrazia, ma ha anche ammesso di non aver potuto spendere tutti questi fondi a causa della "farraginosità delle decisioni amministrative". Il ministro ha anche usato la platea di Palazzo Vecchio per illustrare la sua riforma delle sovrintendenze, che prevede la separazione dei compiti dei soprintendenti da quelli dei direttori dei grandi musei e delle aree archeologiche.
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