FIRENZE «Ho avuto la sfortuna che sia crollato un tetto in cemento armato fatto negli anni Cinquanta, tutto qui. «Non merito la mozione di sfiducia individuale che mi rattrista non per la mia persona ma per l'imbarbarimento della vita politica italiana». Il ministro Sandro Bondi era uno' degli ospiti di riguardò ieri a Palazzo Vecchio per il Forum internazionale dei Beni culturali e ambientali organizzato nell'ambito della manifestazione Florens. La sua partecipazione è diventata inevitabilmente un'occasione per pronunciare una nuova difesa del suo operato e della sua posizione. «Per il crollo di un tetto in cemento armato io sono un ministro sotto accusa - ha continuato -, ma io sono il ministro che ha detto no allo scempio del Pincio a Roma dove si voleva costruire un parcheggio privato; che ha detto no allo stravolgimento dell'agro romano nel Lazio, il ministro che si è opposto al passaggio della tramvia di fronte al Battistero di Firenze». Bondi ha poi parlato dei suoi progetti di riforma del ministero («sto lavorando a una riforma che separi i compiti dei sovrintendenti, che hanno e avranno il grande compito della tutela dei beni culturali, dalla funzione di gestione dei grandi istituti culturali, musei e aree archeologiche, da affidare a direttori con ruolo ministeriale»). Ma le sue intenzioni potrebbero alla fine restare tali, se venisse confermata l'impressione del sindaco di Firenze Matteo Renzi: «La sensazione è che a questo ministro abbiano dato una data di scadenza, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane: è un po' come uno yogurt». Renzi ha poi duramente criticato l'intervento di Bondi: «Giudico sconcertante che il ministro per i Beni culturali italiani sia venuto davanti a 35 delegazioni di Paesi stranieri, in un convegno a cui dovremmo dire cosa deve fare l'Italia, a fare una puntigliosa autodifesa. Ha dato l'idea di uno che stesse facendo le prove per Annozero». Ministro a parte il Forum fiorentino ha offerto molti spunti di riflessione sullo stato del nostro patrimonio culturale, su come difenderlo e come valorizzarlo. Interessante il punto di vista di Vieri Simoni, responsabile del commercio estero di una società toscana che opera nel settore della biancheria, la Dea: «L'aspetto culturale dice il manager riveste il 90 del prodotto. Se io decidessi di spostare la mia produzione dalle zone fiorentine non otterrei mai lo stesso prodotto per due motivi. Il primo è la manodopera altamente qualificata, che non troverei in altri paesi; e poi perchè l'aspetto culturale e storico del posto in cui si produce entra nel prodotto, anche come livello d'immagine». Il Forum ha messo in contatto diretto pei due giorni 16 buyer internazionali con 70 aziende fiorentine. Fra gli interventi di prestigio, quello dell'economista Jean-Paul Fitoussi: «La bellezza non è contabilizzata nel Pil e questo è un problema e significa che le misure che noi utilizziamo non contano nella vita essenziale della gente».
Al Forum dei Beni culturali scontro fra Bondi e Renzi
Il ministro Sandro Bondi ha partecipato al Forum internazionale dei Beni culturali e ambientali a Palazzo Vecchio a Firenze. Ha difeso il suo operato e la sua posizione, dopo che un tetto in cemento armato crollò in un edificio degli anni '50. Il ministro ha parlato dei suoi progetti di riforma del ministero, che includono la separazione dei compiti dei sovrintendenti e la nomina di direttori con ruolo ministeriale. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha criticato duramente l'intervento di Bondi, definendolo "sconcertante" e "come uno yogurt". Il Forum ha offerto molti spunti di riflessione sullo stato del patrimonio culturale italiano e sulla sua valorizzazione.
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