A lui il posticcio piace da sempre. Figuriamoci il ritocchino. Il Berlusconi esteta, e anche il Berlusconi estetista, del restauro conservativo se ne infischia. Quella mano e quel pene fasulli, riattaccati alla perfezione al gruppo marmoreo di Palazzo Chigi, sono protesi indistinguibili? Silvio le protesi le capisce e le rispetta. Il restauro conservativo, di cui gli italiani sono maestri nel mondo, non lo permette? Il lifting del gruppo scultoreo, come la donna, è mobile. «Le protesi sono reversibili - sottolinea Bondi sotto accusa - ricostruzioni in resina fatte aderire ai punti di frattura dell'originale tramite magneti». Insomma, alla bisogna, alle statue si può staccare tutto. Leva e metti, metti e leva. Che problema c'è. Avercene di soluzioni così ingegnose. Gridano allo scandalo storici dell'arte, archeologi e restauratori. Le regole di base della conservazione e della tutela del patrimonio artistico, ignorate. Quella lieve differenza di colore che deve distinguere il frammento di marmo mancante, ricostruito con un amalgama simile a quella originale ma con uno stacco cromatico necessario a segnare con evidenza l'intervento, o la porzione di affresco perduta simulata da un reticolo di righe sottili e di colori simili all'originale, così che da lontano appaia integro e solo da vicino sia possibile discriminare il vero dal falso, cancellata. Tutto a remengo. Vecchiume. Proprio a lui, che della confusione tra vero e falso, tra toupet e bulbo pilifero, tra nipoti di Mubarak ed escort, tra colorito naturale e mattonato ai raggi uva, e tra partito e azienda, ha fatto una ragione di continuum estetico, e persino politico, si chiede di palesare l'artificio? Silvio ama il miracolo della scenografia. L'imperfetto chirurgico, Berlusconi lo combatte da sempre. Chiedergli perché ha fatto attaccare gli attributi alle sculture di Palazzo Chigi è un'ingenuità. Rimproverargli i 70 milioni investiti in una mano ed un pene di marmo, addirittura una piccineria. L'architetto Catalano, come uno scenografo qualunque, ha posto rimedio al danno con quelli che ha definito "risarcimenti". Il trucco c'è ma non si vede. Come a Cinecittà. I magneti sembrano reggere. Finalmente al suo posto la mano languida e candida di Venere. Riattaccato alla perfezione il pene marmoreo di Marte. Il resto alla fantasia.
stetica della protesi. A Palazzo Chigi si fa come a Cinecittà
Il testo discute il restauro conservativo di Palazzo Chigi, dove è stato attaccato un gruppo scultoreo con protesi in resina per riparare i danni. Gli storici dell'arte, gli archeologi e i restauratori hanno gridato allo scandalo, ma il politico Silvio Berlusconi sostiene che il restauro è stato fatto con ingegno e che non c'è problema a staccare e mettere nuovamente le statue. Il testo sottolinea la differenza tra il vero e il falso, tra il naturale e il simulato, e come il politico abbia fatto una ragione di continuum estetico e politico. Il restauro è stato fatto con 70 milioni di euro, ma il politico sostiene che è un "risarcimento" e che il trucco non si vede.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo