Il drammatico appello del vicepresidente del Fai: "Mi rivolgo alla comunità internazionale: se il governo non cambia strada, sono a rischio altri monumenti e i musei chiuderanno» ROMA. "Lancerò un appello drammatico al mondo. Qui crollano monumenti e i musei I chiuderanno. A un convegno internazionale su come comunicare i beni culturali intendo dire questo: signori miei, aiutateci, tra un po' avremo solo disastri e quelli si comunicano da soli. Fate capire a questo nostro governo che la tendenza sulla cultura va ribaltata se no tra un po' altro che Pompei, con i tagli che pesano avremo solo crolli». Marco Magnifico è il vicepresidente esecutivo del Fai - Fondo per l'ambiente italiano. Lui è un motore diesel che di fronte a uno scenario disastrato reagisce macinando chilometri, battaglie e iniziative. Oggi, venerdì 19, Magnifico partecipa alla sessione internazionale su come comunicare al globo quanto è sfavillante il patrimonio artistico a Palazzo Vecchio a Firenze, alla settimana sui beni culturali «Florens 2010». Ci sono tedeschi catalani, greci (il direttore dell'Acropoli, Pandermalis), americani, britannici. «Dovevano invitare qualcuno del ministero per i beni culturali per dire cosa fa l'Italia mentre crolla il patrimonio artistico». La situazione, segnala, «è drammatica». Al telefono Magnifico prende fiato, poi rilancia: «Stiamo attenti, però, l'inconsapevolezza è totalmente trasversale, non è solo di adesso, di questo governo». Per la verità, nessun esecutivo ha mai massacrato così tanto cultura affini quanto Tremonti. E come esempio servirà ricordare che nel primo governo Prodi Veltroni volle essere vicepremier e ministro dei beni culturali proprio per dare robustezza alla cultura. «Lo so - ammette il motore operativo del Fai - ma è stato l'unico. Dopo di lui non abbiamo più visto un'inversione di tendenza, il patrimonio culturale è sempre stato la ciliegina sulla torta, non la torta». Eppure mai come oggi si respira tanta umiliazione, impotenza e frustrazione tra i tecnici dei beni culturali. «Il mondo ci invidia ancora quel personale, pur se non come una volta perché i grandi nomi sono meno: una quantità straordinaria funzionari preparati e devoti fa una vita d'inferno». Appunto. Il dirigente del Fai ricorda un'assurdità che sembrava sventata e ancora aleggia: «I soprintendenti e i funzionari non possono più muoversi. Se si spostano con la loro auto (e non hanno certo l'auto blu), lo Stato non paga la benzina. Per un sopralluogo a Sabbioneta da Milano in treno va via un giorno, è demenziale. Sono eroi votati alla tutela». La famosa tutela, cioè l'aver cura quotidiana delle opere senza i riflettori, una pratica che nel nuovo verbo non vive senza la tanto strombazzata valorizzazione. «Benché sia stato accolto da bordate di fischi- risponde Magnifico cogliendo il riferimento - per me il direttore alla valorizzazione Resca ha professionalità manageriali di cui il ministero ha molto bisogno». A partire da un altro ministro, forse serve un altro tipo di conforto. «Lo sconforto c'è, ciononostante tra gli italiani sta nascendo una consapevolezza prima assente. L'ha dimostrato la serrata dei musei di una settimana fa». Un timore frena tuttavia la ventata di ottimismo di Magnifico: «Se la Finanziaria avrà nuovi tagli alla cultura, allora chiudiamo e buona notte
Non solo Pompei: nuovi tagli, altri crolli...
Il vicepresidente del Fai, Marco Magnifico, ha partecipato a una sessione internazionale su come comunicare il patrimonio artistico al mondo. Ha espresso preoccupazione per la situazione drammatica in cui si trova il patrimonio culturale italiano, a causa dei tagli del governo. Magnifico ha ricordato che il governo ha massacrato la cultura, come nel caso di Tremonti, e che il patrimonio culturale è sempre stato considerato una "ciliegina sulla torta". Ha anche parlato della mancanza di movibilità tra i funzionari dei beni culturali, che non possono più spostarsi senza pagare la benzina. Magnifico ha anche espresso la speranza che la consapevolezza che sta nascendo tra gli italiani possa portare a un cambiamento.
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