Il Pd ed anche i finiani vogliono screditare e far dimettere anche il ministro Bondi a causa del crollo della Domus dei Gladiatori. Questo fatto rasenta il ridicolo e mi auguro non abbia seguito. Al contrario spero che susciti nel popolo italiano di centro destra e magari di sinistra quel senso di orgoglio più che italiano personale ed individuale che inciti a non farsi influenzare dalla cattiveria proveniente da file di arrembanti distruttori. È giunto il momento in cui ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. Roberta Bartolini Genova L'attacco a Bondi è stato strumentale e scriteriato, non c'è dubbio: pensare che all'attuale ministro si possa imputare di colpo tutto lo sfascio del patrimonio culturale italiano, accumulato in decenni di incuria e sciatteria, è davvero ridicolo, come dice lei. Se nel dopoguerra la Domus dei Gladiatori era stata restaurata in modo ignobile, con eccesso di cemento armato, che cosa ne può Bondi? Se Pompei è stata ridotta nel corso del tempo a un suk disorganizzato e devastato che cosa ne può Bondi (che anzi ha cercato di rimediare allo sfascio)? Detto questo, però, bisogna anche aggiungere che se ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, come dice ancora lei, anche Bondi dovrebbe assumersi le sue: non basta scaricare tutto sugli altri, come ha fatto durante una patetica esibizione a Ballarò. Come mai nessuno gli ha segnalato il rischio crollo? Che controlli sono stati effettuati? Che vigilanza esiste sui nostri monumenti storici? Di tutta questa vicenda, però, quello che più mi intriga è un altro aspetto, di cui pochi hanno parlato. Lo scandalo di Pompei è stato, in sostanza, addossato a Bondi, colpevole soprattuttosi è detto - di non sapersi opporre ai tagli alla cultura decisi da Tremonti. Ecco, forse varrebbe la pena di sottolineare che i problemi del nostro patrimonio culturale sono tanti, ma il principale non certo è la mancanza di soldi. Piuttosto, manca la capacità di spenderli. Pensate che nel programma di aiuti per il nostro Mezzogiorno, varato dall'Europa per gli anni 2007-2013, ci sono 47 miliardi a disposizione delle nostre regioni. E di questi 5,9 sono specificatamente destinati agli "attrattori culturali", con una voce che riguarda proprio le risorse per "restauri e valorizzazione dei siti". Ebbene: sapete quanti di questi soldi, che sono lì, solo da prendere e da spendere, sono stati utilizzati? Al 30 giugno scorso dei 47 miliardi ne risultavano impegnati solo 3,7 cioè il 7,8 per cento del totale. E per quanto riguardai 5,9 milioni destinati alla cultura, la quota di utilizzo è ancora inferiore: appena 293 milioni, cioè circa il 5 per cento del totale. E allora? Che c'entrano i tagli alla cultura? Se si vuole davvero fare qualcosa per i beni culturali del Sud, se si vuole davvero uscire dalla sterile polemica politica e aiutare concretamente Pompei e gli altri siti di interesse mondiale, c'è un metodo facile facile: basta spendere quei soldi che sono lì a disposizione. E non si dica che le procedure sono complicate: perla festa di Piedigrotta, come ha raccontato Libero, sono stati utilizzati soldi europei con estrema felicità. Solo che, anziché peri restauri, sono stati utilizzati per fuochi d'artificio, mortaretti e per il mega ingaggio (750mila euro) del cantante Elton John...