Accertato un danno erariale di 700mila euro. Indagate 266 persone POMPEI - Non c'è pace per gli scavi archeologici di Pompei. A qualche giorno dalla triste e penosa vicenda del crollo della casa dei gladiatori, di cui ha parlato il mondo intero e che ha scatenato anche una vera e propria bagarre politica, ecco scoppiare un altro scandalo, questa volta legato a presunti danni erariali stimati in circa 700mila euro. La questione sarebbe legata ad un corso di aggiornamento per il personale mai autorizzato dal ministero dei Beni Culturali e senza rilascio di attestati. L'indagine degli inquirenti ha portato a 266 indagati per truffa ai danni dello Stato, tra cui l'ex direttore amministrativo pro-tempore della Soprintendenza pompeiana, Luigi Crimaco. Si tratta soltanto di un primo bilancio di una indagine della Procura di Torre Annunziata condotta dai militari della Guardia di Finanza, coordinati dal colonnello Fabrizio Giaccone e dal capitano Marco Volpe. I 266 indagati (265 sono dipendenti della Soprintendenza) sono stati deferiti all'autorità giudiziaria. Il corso, dicono gli inquirenti, non è nemmeno stato condotto da docenti qualificati e gli elaborati prodotti dai partecipanti nemmeno corretti. I fondi per la sua realizzazioni provenivano da risorse autonomamente gestite dalla Soprintendenza e in realtà sono stati utilizzati per saldare un debito di ore di straordinario non pagato maturato dai dipendenti tra il 1988 e il 1996, dopo la minaccia delle rappresentanze sindacali (in particolare, scrive la Procura oplontina in una nota, di Cgil-Fp, Cisl-Fps, UilPa, Flp-Bac, Unsa-Snabca e Intesa) di sciopero. Crimaco, ricostruiscono i pm, d'intesa con i sindacati, autorizzò il 22 aprile 2006 lo svolgimento del corso come espediente per distribuire indebite indennità di straordinario ormai prescritte; istituì anche una commissione ad hoc per "convertire" le ore di straordinario in ore di corso per ciascun partecipante. Il corso fu poi effettuato dal 5 giugno di quell'anno al 5 ottobre. Proprio l'anomalia che i moduli di lezione variassero per ciascun dipendente sebbene i contenuti didattici fossero invariati e il corso durasse mesi ha attirato l'attenzione delle Fiamme gialle. I dipendenti-discenti, inoltre, frequentavano le lezioni nelle stesse ore in cui erano in servizio in turni dentro gli scavi, sia a Pompei che a Ercolano, Oplonti, Boscoreale o Castellammare, non certo in aula dunque, e senza coordinatori presenti. In qualche caso il corso veniva svolto anche nei turni notturni e festivi, presso gli scavi di Pompei e non in apposite aule o comunque in ambienti predisposti per la frequentazione di un corso. Resta da verificare adesso se lo scandalo dei corsi "fantasma" e quindi la carenza di una adeguata tutela del sito archeologico di Pompei, possa in qualche modo essere collegato a quanto si è poi verificato nei giorni scorsi, con il cedimento della struttura. Non sono dunque escluse novità a partire dai prossimi giorni. La Procura di Torre Annunziata indaga, infatti, anche su una ipotesi di reato in danno della Soprintendenza, per quanto concerne interventi di ricostruzione del teatro Grande, della Caserma dei gladiatori, opere realizzate nel periodo del commissariamento della Soprintendenza, nonché per il crollo della domus dei gladiatori. «Questo ufficio - si legge in una nota firmata dal procuratore Marmo - persegue esclusivamente per finalità di giustizia le responsabilità penali dei singoli, senza distinzioni e strumentalizzazioni dei fatti, rispetto ai quali l'impegno è unicamente rivolto all'accertamento e alle conseguenti responsabilità.
Un altro scandalo a Pompei, la truffa dei corsi-fantasma
A Pompei è scoppiato un altro scandalo legato agli scavi archeologici. Un corso di aggiornamento per il personale della Soprintendenza pompeiana è stato autorizzato dal ministero dei Beni Culturali senza il necessario rilascio di attestati. L'indagine ha portato a 266 indagati, tra cui l'ex direttore amministrativo pro-tempore Luigi Crimaco, per truffa ai danni dello Stato. I fondi per il corso provenivano da risorse autonomamente gestite dalla Soprintendenza e sono stati utilizzati per saldare un debito di ore di straordinario non pagato dai dipendenti. Il corso non è stato condotto da docenti qualificati e gli elaborati prodotti dai partecipanti non sono stati corretti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo