Raffica di ordinanze a Caletta e Quercetano. I titolari cercano una soluzione ROSIGNANO. Il caso più eclatante è quello dello stabilimento Dune Mosse a Vada: costruzione bloccata con intervento della Procura. Ma, quest'anno, altre strutture che si trovano su aree demaniali hanno ricevuto istanze di demolizione da parte del Comune. Tant'è che i gestori di una decina di stabilimenti balneari tra Castiglioncello (in particolare zona Quercetano) e Caletta, una delle aree più colpite da istanze di demolizione, cercano di unire le forze per un incontro chiarificatore con il Comune. Una situazione, anche dopo l'intervento dei fratelli Garzelli che hanno dovuto demolire buona parte della saletta ristorante dei bagni Tirreno e chiudere l'attività in inverno, che sta uscendo fuori a macchia di leopardo. E, per quanto dicono agli uffici tecnici del Comune, non si tratta di casi singoli. E attenzione quando si parla di abusi «le difformità - dicono all'ufficio edilizia del Comune - sono le più diversificate: si va infatti da quelle che riguardano le concessioni edilizie alle difformità relative alla concessione demaniale». Il fatto. La gestione del demanio è passata dallo Stato ai Comuni. «Prima di rinnovare la concessione - spiega l'assessore Pia - i tecnici hanno effettuato controlli». Da qui la scoperta di alcune difformità rispetto alle aree concessionate o alle licenze edilizie. «Si va da abusi più seri - continua - come piattaforme in cemento, a quelli meno impattanti come chiusure di spazi con verande». Dalle difformità partono le istanze di demolizione per risanare le situazioni prima di rinnovare le concessioni. Gli imprenditori. Molti sono quelli che hanno problemi, pochi quelli che invece decidono di parlarne apertamente. Ciò che c'è di certo è che adesso sono decisi a fare gruppo per risolvere una situazione che mette a rischio molte attività, anche storiche, che si trovano sul lungomare. Molti hanno presentato progetti alternativi, ma le risposte sono lunghe da arrivare. Per tutti, il problema è il tempo. Troppo lunghi ed estenuanti, dicono, gli iter burocratici "e intanto non sappiamo come fare". Il Comune. L'assessore all'urbanistica non nega che vi sia un problema sull'utilizzo del demanio. Da qui i tavoli di concertazione «bisogna trovare velocemente un sistema per superarare questa fase di stallo e far conciliare la volontà degli imprenditori, molti i giovani, che vogliono investire su attività quali ristorantini o stabilimenti balneari e le norme del Regolamento Urbanistico. Bisogna però anche - conclude l'assessore - capire quale sviluppo vogliamo sulla costa. E la vicenda Dune Mosse non facilita nuovi investimenti». Al.Be.