POMPEI - La richiesta di dimissioni al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, responsabile secondo l'opposizione di governo, del crollo della domus dei gladiatori, continua ad essere in primo piano. Proprio le forze di opposizione hanno presentato la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dei Beni culturali, prevista per il 29 novembre. Ieri Bondi ha provato nuovamente a difendere la propria posizione. «Ho avuto la sfortuna che sia crollato un tetto in cemento armato fatto negli anni '50, tutto qui. Tutto ciò che era stato trovato a Pompei è salvo: nessuno in passato ha chiesto le dimissioni di un ministro quando sono accadute cose simili», ha detto Bondi in occasione del Forum internazionale della cultura "Florens 2010", a Palazzo Vecchio a Firenze. «Non merito la mozione di sfiducia individuale - ha proseguito Bondi - che mi rattrista non per la mia persona, ma per l'imbarbarimento della vita politica italiana». Il ministro ha poi anche "rivendicato" quanto, a suo dire, ha fatto di buono nel corso del suo mandato. «Per il crollo di un tetto in cemento armato - ha spiegato Bondi - io sono un ministro sotto accusa, ma io sono il ministro che ha detto no allo scempio del Pincio a Roma, dove si voleva costruire un parcheggio privato, che ha detto no allo stravolgimento dell'Agro Romano nel Lazio, no a una lottizzazione selvaggia di fronte al Palazzo Ducale a Mantova. Sono il ministro - ha concluso - che si è opposto la passaggio della tramvia di fronte al Battistero di Firenze, che ha detto no al passaggio della tramvia Civis a Bologna, che avrebbe messo a repentaglio i monumenti storici ella città». A favore di Bondi si è schierato ieri il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto secondo il quale «è un po' infantile e provocatorio fare una mozione di sfiducia individuale prima del voto del 14 dicembre». L'ipotesi di astensione ventilata ieri da Futuro e Libertà viene giudicata da Cicchitto come «un atto derivante dall'intesa fatta dal presidente del Senato e da quello della Camera sotto il patrocinio del presidente della Repubblica». Dello stesso avviso il Fli. «Non credo che serva chiedere le dimissioni di Bondi. Chiederle in maniera strumentale per la vicenda di Pompei è ridicolo». Così ai microfoni di CNRmedia il deputato finiano Luca Barbareschi. «Dobbiamo fare della politica molto seria e a lunga distanza - ha continuato Barbareschi - Bondi ha fatto delle cose che in questi anni ha promesso di fare, la riforma degli enti lirici, si è battuto anche per il tax credit e tax shelter che bene o male verranno reinseriti».