Una mostra a Legnano documenta "Le origini del genio" con oltre 100 pezzi dal (suo) museo di Parigi Da piccolo copiava le illustrazioni con cui il droghiere incartava le prugne, e nelle frittelle vedeva buffi omini scolpiti. Ma negli esordi difficili di Auguste Rodin (1840-1917) niente lasciava presagire il destino di una gloria artistica: respinto allEcole des Beaux-Arts, rifiutato al Salon di Parigi. Nel decennale delle esposizioni a Palazzo Leone da Perego, da domani (11.30-19) una grande mostra ripercorre a Legnano, in sei sezioni e con oltre cento opere (65 sculture, tra cui 24 gessi originali da cui erano tratte le fusioni, 26 disegni e 19 dipinti), gli anni della formazione, e Le origini del genio, dello scultore francese: dal 1864 i suoi 24 anni - al 1884. «Sono anni poco conosciuti, ma fondamentali: il progetto ci è piaciuto da subito» spiega Aline Magnien, conservatore-capo del Musée Rodin di Parigi, da cui provengono tutte le opere, e curatrice della mostra insieme a Flavio Arensi. Si parte con le figure e le copie dallantico dei primi disegni giovanili, e con un serie di dipinti inediti piccoli paesaggi boschivi, modesti ma emblematici della sua sensibilità al colore - degli anni in Belgio alle dipendenze dello scultore Carrier-Belleuse. Dove Rodin apprende le astuzie "artigianali" per assecondare il gusto della committenza Secondo Impero: nelle prime sezioni le stesse figurine in terra del putto e della fanciulla si combinano allinfinito, i busti femminili in gesso, terra e marmo si adornano di trine e boccoli, e sguardi arcigni nobilitano i profili virili. Questo nodo tra artigianato e arte è fondamentale per capire la formazione di Rodin: tra le sale la produzione decorativa rare le ceramiche realizzate nella manifattura di Sèvres si alterna con la ricerca artistica, modernissima e costellata di amarezze, dei primi anni. Il nudo maschile LEtà del bronzo, modellato dopo un viaggio in Italia dove scopre Michelangelo, è rifiutato al Salon del 1877, e fa scandalo per lespressività delle membra. Allaccusa di aver calcato il corpo dal modello, Rodin risponderà con una grande bronzo di San Giovanni Battista, qui esemplificato da due gessi e una testina in bronzo. Stesso destino ingrato per le opere monumentali: una fusione in bronzo e alcuni bozzetti impressionante il grido del guerriero de La Défense - ricordano tre progetti, anchessi scartati. Un susseguirsi di ingiustizie, fino alla "dantesca" Porta dellInferno, la prima committenza pubblica. In mostra i bozzetti in gesso della porta, oltre a piccoli bronzi e gessi di alcune delle sue opere concepite per il portale cui Rodin lavorerà dal 1880 fino alla morte: il Conte Ugolino, Le Grandi Ombre, Paolo e Francesca, dove i corpi si sciolgono nel vento della passione. Cè anche un gesso del celebre Bacio, che però è del 1885; una giusta concessione al "mito" di Rodin, in una mostra che, tra disegni, schizzi e lavori artigianali, indaga (con un bel catalogo e unaudioguida gratuita) soprattutto la ricerca che lo anticipa, arrestandosi alle soglie della sua consacrazione. Con un imponente gesso del Pensatore: uomo che pensa, ma anche genio che crea "non solo la sua opera, ma se stesso". Come, tra le avversità del gusto, fece Rodin.
Il giovane Rodin talento incompreso bocciato allÉcole
Una mostra a Legnano documenta "Le origini del genio" di Auguste Rodin, con oltre 100 pezzi provenienti dal Musée Rodin di Parigi. La mostra ripercorre gli anni della formazione di Rodin, dal 1864 al 1884, e include opere giovanili, dipinti, disegni e sculture. Le sezioni esplorano la formazione di Rodin, il suo rapporto con l'arte e la committenza, e le avversità del gusto. La mostra include opere come "Le tè del bronzo", "La Défense", "La Porta dell'Inferno" e "Il Pensatore". La mostra è curata da Aline Magnien e Flavio Arensi, e offre un'opportunità di esplorare la ricerca e la formazione di Rodin.
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