MANTOVA Caravaggio che viene, Caravaggio che va. Mentre al Museo Diocesano di Milano approda sabato dall'Irlanda la «Cattura di Cristo» di Caravaggio, la «Conversione di Saulo», in mostra fino, a ieri mattina a Palazzo Te per «Le ceneri violette di Giorgione. Natura e Maniera tra Tiziano e Caravaggio», ha ripreso la strada di casa. Ormai sarà già tornato sulle pareti della residenza romana della principessa Nicoletta Odescalchi, legittima proprietaria del capolavoro, che aveva prestato l'opera per l'esposizione dedicata al manierismo padano. E questo, nonostante alcuni funzionari ministeriali avessero dichiarato il quadro (davvero spettacolare) troppo fragile per essere trasportato da Roma a Mantova. La storia vale la pena di essere ricordata: l'8 settembre Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, convoca di gran carriera una conferenza stampa. All'inaugurazione ufficiale, pochi giorni prima, aveva chiesto pubblicamente l'impegno del ministro Claudio Scajola affinchè i veti calati sulla «Conversione» cadessero, e il Caravaggio inserito nel catalogo potesse finalmente essere mostrato al pubblico, che già lo reclamava. Scajola aveva promesso il suo interessamento, e per qualche giorno la questione sembrava essersi risolta. Senonchè, proprio in concomitanza con l'arrivo della "Conversione" in città -l'8 settembre, appunto - era giunto un fax al Te, in cui si ribadiva la posizione del Ministero per i Beni culturali: quel Caravaggio doveva rimanere dov'era. «L'opera -dichiara il critico durante la conferenza stampa- è in condizioni perfette. Denuncerò i funzionari che arbitrariamente impediscono ad un privato di fare ciò che vuole delle sue proprietà, come prestarle per un'esposizione come questa». Alla fine, però, deve cedere e rinunciare. Cosa sia successo non si sa e non si riesce a sapere. Una sola cosa è certa: i visitatori del Te rimarranno a bocca asciutta, per qualche tempo non avranno plcuna opera di Michelangelo Merisi da ammirare. Si attende -ma anche questo non è sicuro- il «Sacrificio di Isacco» dagli Uffizi di Firenze per il 25 ottobre. Come annuncia un provvisorio cartello appeso al posto del "Saulo".