Qualche anno fa, il sindaco Costa, convinto assertore della cooperazione internazionale, organizzò un incontro fra il Consiglio Comunale e i Comitati Privati per la salvaguardia di Venezia. Era presente il ministro dei Beni e Attività culturali. La sera, il presidente di un comitato si trovò schiena a schiena, in un ristorante affollato, col ministro e con un autorevole esponente della vita economica veneziana. Potè così sentire il ministro chiedere notizie sui Comitati, e il tycoon nostrano dirgli che i Comitati non contavano più nulla perché ormai lo Stato italiano faceva tutto da sé. Oggi, ricordando quel parere malissimo informato, quel finanziere si troverebbe molto imbarazzato. Prima di tutto, perché i Comitati Privati, nati da un appello dell'Unesco in seguito alla disastrosa alluvione del 4 novembre 1966 per aiutare lo Stato italiano a riparare i danni riportati dal patrimonio storico-artistico veneziano, non hanno smesso la loro attività nemmeno a operazione compiuta, anzi, l'hanno intensificata anche quando la legge speciale per Venezia ha fatto piovere sulla città un mucchio di soldi, in parte dedicati proprio al patrimonio. E hanno finanziato il restauro di una quantità impressionante di monumenti e di opere d'arte, chiese, pitture, sculture, tanti che a farne un elenco c'è voluto un volume di cento e tante pagine. E continuano a farlo, a pieno regime: quest'anno si inaugurano, tra l'altro, i restauri della stupenda facciata dell'Ospedale Civile, a cura del «Save Venice» americano, del bel monumento barocco del capitano generale «da Mar» Alvise Mocenigo nella chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti a cura della «Pro Venezia» svizzera, e molti altri si stanno realizzando. In complesso, nell'esercizio 2003-2004, i Comitati hanno tirato fuori 4.666.121 euro per restauri, più altri 561 mila di contributi ad enti e istituzioni culturali, più 32 mila di borse di studio; nove milioni di euro sono impegnati per lavori di prossimo avvio. Non saranno cifre astronomiche se le paragoniamo ai costi delle grandi opere idrauliche di cui tanto si discute, ma sono denari sonanti, non virtuali, versati pronta cassa attraverso l'Unesco, legale committente dei lavori. E poi... Tutti sono al corrente dei tagli inflitti dalla Finanziaria ai bilanci dei Comuni, ma non tutti sanno che i fondi della legge speciale per Venezia non arrivano da tempo. E che quelli destinati all'amministrazione dei Beni Culturali sono stati ridotti del 20 per cento. Lasciamo andare l'amara constatazione che né destra, né centro, né sinistra hanno ancora capito che il patrimonio storico-artistico e archeologico è la ricchezza più produttiva di cui l'Italia disponga. Ci basta constatare che, dunque, l'indispensabile opera di restauro e di manutenzione del patrimonio verrà rallentata, col pedale del freno schiacciato fino in fondo, per mancanza di mezzi. E allora? E allora, anche se l'Adriatico non si rovescia furente in laguna al disopra dei Murazzi devastati come nel 1966, se il gasolio non prorompe dalle caldaie a insozzare le pietre d'Istria dei palazzi, l'intervento dei Comitati Privati Internazionali per la salvaguardia di Venezia torna ad essere indispensabile proprio come allora. Come allora, è il mondo civile che viene in aiuto di Venezia. Venezia deve rendersene conto, e corrispondere a tanto impegno almeno mostrando al mondo un volto più decoroso e vivibile di quello che mostra oggi. Ma questa è un'altra storia, sulla quale ritorneremo assai presto.
La salvaguardia di Venezia. Il valore dei Comitati
Il sindaco Costa ha organizzato un incontro tra il Consiglio Comunale e i Comitati Privati per la salvaguardia di Venezia, con la presenza del ministro dei Beni e Attività culturali. Il presidente di un comitato ha affermato che i Comitati non contano più nulla perché lo Stato italiano fa tutto da sé. Tuttavia, i Comitati Privati continuano a finanziare il restauro di molti monumenti e opere d'arte, con un budget di 4,5 milioni di euro nel 2003-2004. I Comitati hanno anche finanziato borse di studio e contributi ad enti e istituzioni culturali. La legge speciale per Venezia ha ridotto i fondi destinati all'amministrazione dei Beni Culturali del 20%.
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