"Sconcertante che tutto questo avvenga davanti a 35 delegazioni straniere" Il ministro Sandro Bondi piomba nel Forum di Florens 2010 a Palazzo Vecchio. Si presenta: «Sono un ministro sotto accusa». Un lungo autodafè, per cancellare «polemiche e faziosità» post crollo di Pompei. E il sindaco Renzi non la manda giù: «Viene qui ad autodifendersi? E un ministro in scadenza come uno yogurt». Sullo sfondo dellintervento di Bondi pesa il crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei. Tanto che inizia a parlare subito di risorse. «E un errore pensare che tutto dipenda da maggiori risorse. E vero che spendiamo meno di altri paesi europei, ma spesso spendiamo male, ci sono sprechi nellambito della cultura, finanziamenti a pioggia che, in alcuni casi non si usano. Questa è la mia esperienza di Governo» dice puntando sulla necessità di riforme, cambiamenti organizzativi, citando quel cumulo di «650 milioni di euro in giacenza al ministero non spesi per la farraginosità delle decisioni amministrative». Il Bondi «sotto accusa» decolla con una serie di "io ho fatto": «Ho sbloccato 100 progetti di rilievo economico e importanza nazionale, sveltito i lavori della metropolitana di Roma e Napoli, ho detto no allo scempio del Pincio a Roma, alla tramvia a Bologna, a quelle di Firenze che doveva passare dal Battistero.... Ho avuto la sfortuna del crollo del tetto frutto di un restauro degli anni 50 a Pompei». Il sindaco Matto Renzi freme. Non si tiene, lascia il tavolo dei relatori e commenta: «E sconcertante che proprio qui, nel Salone dei '500, davanti a 35 delegazioni straniere Bondi venga a fare questa puntigliosa autodifesa come se fosse alle prove di "Annozero". Qui volevamo una discussione su ciò che serve al Paese, mi dispiace vedere utilizzare queste stanze di tutti per vicende private. La sensazione e che questo ministro abbia una data di scadenza, e un po come uno yogurt». Firenze merita più attenzione. Il ministro si era impegnato su alcune cose un anno fa, sulla card dei musei già pronta e bloccata al suo ministero. Lavoreremo con il prossimo ministro». Scoppia la polemica. Bondi commenta e ribatte a parte: «La differenza tra me e Renzi è che io sono qui per dire di collaborare con il sindaco, lui utilizza questo per attaccarmi nuovamente. Ma questo e il livello medio della sinistra italiana». Inoltre serpeggia anche il malcontento tra funzionari delle soprintendenze in platea: il ministro nel suo intervento ha annunciato «una grande riforma». Dividere tutela da valorizzazione del patrimonio storico-artistico: «La tutela resta allo Stato, ai soprintendenti, mentre nuove figure di direttori manager gestiranno grandi musei e siti archeologici» ha detto spiegando perché ha chiamato un manager Mario Resca nel suo ministero.