Giallo sul restauro di una scultura a Palazzo Chigi Scontro sul lavoro del figlio della sua compagna Accuse, duelli e polemiche. È stata un'altra giornata sulla graticola per il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, conclusasi con la presenza nell'arena di Michele Santoro, ad "Annozero". Prima Bondi, al centro della mozione di sfiducia che verrà discussa dal Parlamento il prossimo 29 novembre, ha dovuto difendersi da tre nuovi fronti polemici. Il primo ha riguardato il presunto restauro proibito di un gruppo scultoreo in marmo, raffigurante Venere e Marte, collocato nel portico d'onore di palazzo Chigi. Un'operazione, quella del lifting marmoreo, criticata dal Pd che ha accusato Bondi di «piegare il ministero ai capricci e alle manie del premier», secondo la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. Duello anche sul figlio di Manuela Repetti, compagna del ministro, nei cui confronti Pd e Italia dei valori hanno chiesto un chiarimento. «Non è mai stato assunto al ministero ha replicato Repetti . È un ragazzo come tanti altri che, in attesa di laurearsi a breve, sta lavorando con un semplice contratto a tempo determinato per mantenersi gli studi». Pronta la replica dell'Idv: «L'amore di mamma non giustifica il nepotismo». Un altro scontro ha riguardato infine la città di Firenze. «Presto firmeremo un accordo globale con il sindaco di Firenze su tutte le materie che riguardano i beni culturali, spero nei prossimi giorni. Compresa la tessera unica per i musei» ha promesso il ministro. Parole che non sono bastate per convincere Matteo Renzi, primo cittadino del capoluogo toscano, che ha ribadito la sensazione che «a questo ministro abbiano dato una data di scadenza, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane: è un po' come uno yogurt».