Critiche su Pompei e L'Aquila. La protesta di attori e registi ROMA «Ministro-yogurt in scadenza». Tra le accuse collezionate ieri da Sandro Bondi la più caustica è arrivata dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Indignato perché il ministro aveva «sfruttato» Florens 2010 come «prova generale di Annozero». «Non merito la mozione di sfiducia individuale. Sono un ministro sotto accusa per il crollo di un tetto in cemento armato costruito negli anni '50, ma nessuno si ricorda dei "no" che ho detto per fermare scempi e abusi come il Pincio», aveva detto Bondi di fronte a delegazioni di 35 Paesi europei. Mentre piovevano su di lui altre accuse. Per il crollo a Pompei e la «mancata ricostruzione del centro all'Aquila» evidenziata da Italia Nostra; per il contratto ottenuto dal figlio della sua compagna, la deputata Repetti, al Centro Sperimentale di Cinematografia; fino all'accusa di aver «piegato il ministero ai capricci del premier», rivoltagli dal Pd per la virilità restaurata alla statua di Marco Aurelio. Ma a tenere banco ieri è stata la protesta contro i tagli in Finanziaria alla Cultura. Hanno iniziato con un sit-in i lavoratori del mondo dello spettacolo nel pomeriggio e hanno proseguito a Fontana di Trevi di fronte alle telecamere di Annozero attori, autori e registi come Paolo Vira, Riccardo Scamarcio e Paolo Sorrentino. Il ministro non si rasserena all'annuncio dei finiani che non appoggeranno la mozione di sfiducia individuale nei suoi confronti. E non si capacita delle accuse. Reputa «sfortuna» il crollo di Pompei. Rivendica i commissariamenti. E non polemizza con il grido di dolore del cinema a difesa degli incentivi fiscali sugli audiovisivi. Annuisce alla denuncia di Riccardo Scamarcio: «Come è possibile rilanciare l'economia senza ripartire dalla cultura? Tutti sanno che per ogni euro di incentivo ne entrano tre nelle casse dello Stato. Perché tenerci sospesi?». Annuisce all'attacco di Lele de «Il Medico in famiglia», che attacca: «Questo governo ha tagliato alla scuola, all'università, alla ricerca e al cinema: il futuro di questo Paese». Annuisce quando Walter Veltroni dice: «La cultura è un investimento sulla ricchezza nazionale». Bondi tenta la pace: «Gli incentivi sono una misura sacrosanta. Ho preso la parola al consiglio dei ministri. Sono impegnato con Gianni Letta per la proroga del Fus ai livelli del 2010, ovvero a 400 milioni di euro, e per gli incentivi». Ma Sorrentino lancia un sospetto: «Non è che si teme il cinema italiano?». Bondi assicura: «È assurdo. C'è pregiudizio nei miei confronti». Ma Sorrentino incalza: «Lei tremava quando ha visto "Gomorra" e "Il Divo" non l'ha visto». Bondi protesta: «Non è vero. "Il Divo" l'ho visto due volte. Soffro a quest'accusa. Mi sto impegnando», Sorrentino taglia corto: «A scuola mi dicevano si impegna, ma non riesce. Ministro, lei deve darci garanzie».