Nellagenda del cardinale lasta di beneficenza il 21 dicembre per allestire un centro di risveglio dal coma Lavori abusivi nei locali sottostanti: denunciato il commerciante Barbaro Sepe, dalla solidarietà al Giubileo "Opere di Misericordia per la città" "La Chiesa non chiude gli occhi dobbiamo prendere posizione affinché le cose cambino" Scattano i sigilli: occupate illegalmente aree di proprietà comunale Bloccati i lavori sotto la Galleria Umberto I e sequestrata larea, con un blitz della polizia municipale. Denunciato il commerciante Alfredo Barbaro, titolare di gran parte di negozi e vetrine di lusso in Galleria, ma anche dei locali inferiori, una superficie molto estesa, già sede del Salone Margherita e, da un paio danni, di una scuola di tango argentino. Barbaro stava realizzando, secondo le informazioni acquisite dai vigili, una sala ricevimento nei locali sottostanti la galleria di via Toledo, occupando però non solo le parti di sua proprietà, ma anche i passaggi di proprietà del Comune e avviando i lavori senza le autorizzazioni. «Lidea di rivitalizzare larea sottostante la galleria e di investire in attività teatrali, commerciali e culturali va solo premiata - commenta il tenente Sabina Bagnano che ha diretto il sequestro - ma ci sono delle regole da rispettare, delle autorizzazioni da chiedere, dei tempi da rispettare». Sono scattati i sigilli: gli agenti del nucleo operativo Beni culturali della polizia municipale hanno sequestrato le opere abusive realizzate nellarea, tutelata dalla legge sui beni culturali. I vigili, ieri mattina, su delega della Procura sono andati a fare il sopralluogo con lobiettivo di accertare loccupazione abusiva di aree di proprietà comunale. Hanno scoperto che erano in corso dei lavori edili non autorizzati, realizzati in parte su aree pubbliche e in parte su aree private. Nelle aree di proprietà comunale, precisamente nella navata centrale che collega via Verdi con Via Toledo, oltre ai lavori di manutenzione ordinaria e di restauro, gli agenti hanno verificato che erano stati realizzati elementi architettonici, quali pareti in cartongesso e legno, che hanno interrotto o ostruito il passaggio pubblico di proprietà comunale. «I lavori non solo insistevano nelle parti laterali dei bracci verso via Verdi e via Toledo - spiega il tenente Bagnano - ma coinvolgevano anche la navata centrale. Nel braccio verso via Toledo, stanno rifacendo il pavimento, restaurando le colonne portanti, istallando, anche con dei fori, dei punti luce sul basamento delle colonne. Una parete di cartongesso, per tutta laltezza, interrompeva addirittura il passaggio. Tutto senza autorizzazioni. Lunico documento presentato è una Scia, cioè una comunicazione certificata di inizio lavori allufficio tecnico, con allegato parere della soprintendenza, ma riferito solo alle parti laterali». Comunque per i vigili la Scia non basta. «Per lavori in un edificio sotto tutela - spiegano - occorre una Dia, che ha tempi di attesa per le autorizzazioni di almeno 30 giorni». Le opere realizzate sulle aree pubbliche sono state sequestrate ai sensi del decreto legislativo 4204, che tutela i beni culturali e paesaggistici. Scatta invece una denuncia penale per occupazione (con attrezzature e materiali edili e con arredi dei locali commerciali adiacenti alle navate) di suolo pubblico per il responsabile dei lavori: limprenditore Alfredo Barbaro. Barbaro risponde con una nota scritta: «In qualità di amministratore della Margherita srl, proprietaria dei locali sottostanti il piano di calpestio della Galleria Umberto I di Napoli, in relazione alloperazione degli agenti del nucleo operativo Beni culturali, preciso che non ho alterato né modificato lo stato dei luoghi dei locali in questione, e che gli stessi conservano la loro naturale conformazione e disposizione, rimasta intatta da quando il sottoscritto li ha acquistati». Lidea di Barbaro è di trasformare tutti i locali intorno al teatro Margherita e sottostanti la galleria in sale ricevimento, centro benessere, bar, scuola di tango. Un centro pulsante tra cultura, divertimento e benessere nel cuore della city. (cri. z.) (segue dalla prima di cronaca) tempo di Napoli. Suona articolata, quasi temeraria, lagenda che il cardinale Sepe mette in campo per la città, non solo vista come diocesi, ma laica comunità «in cerca di giustizia sociale e di risposte, di sintesi e soluzioni concrete». Pensa la Chiesa di riuscire dove hanno fallito in tanti? Sepe non si sottrae: «Io non ho ricette, se non quella dellascolto e del dialogo. Coltivo però una necessità, da cittadino e da cristiano. Mettere in contatto tutti i pezzi sani di Napoli, favorire proposte, offrire ciò che la Chiesa può dare, lincontro». Conviene segnarsi qualche data. Tempo di Avvento, solidarietà concreta. Riparte lasta che il cardinale a ogni Natale destina a scopi sociali. Il 21 dicembre, dalle 19, auditorium della Rai, torna la beneficenza. Saranno battuti allincanto preziosi, oggetti darte, ma si può collaborare anche anonimamente con somme varie, da donare. Star dello spettacolo, Peppino Di Capri. Lobiettivo? «Allestire un intero reparto dellospedale Santobono in cui sarà realizzato il centro risveglio dal coma». Negli anni precedenti, grazie allasta natalizia, sono stati realizzati il reparto per bambini leucemici allospedale Pausilipon, la Casa di Tonia, lasilo multietnico, il progetto di adozione a vicinanza. Una gara di solidarietà «che ogni anno supera sempre le aspettative». Tempo di confronto, riprendono i dialoghi. Primo appuntamento dei Dialoghi il 22 novembre nella basilica di San Francesco di Paola con Luca De Filippo. Il 29 novembre nel Museo Diocesano, dibattito su diritto e giustizia, con lex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Il 6 dicembre, nella Galleria Umberto, dialogo su «La bellezza ci salverà» con la cantante Noà. Tempo di fare. Il Giubileo di Napoli prenderà il via nel febbraio 2011, ma sarà preceduto dalla giornata di riflessione del 16 dicembre alla Stazione marittima. Il simbolo dellanno giubilare? Il bozzetto di una porta monumentale che riproduce una summa delle nostre PortAlba, Porta Nolana, Porta Capuana, Porta San Gennaro. «La Chiesa non chiude gli occhi. Dobbiamo prendere posizione e comprometterci affinché le cose non continuino ad andare così». Sepe dixit.