Laula lo ha varato «in tempo record - spiega il Pd Mario Mei - grazie allopposizione, che ha garantito il numero legale: dopo otto mesi, questo è il primo atto vero per la vita dei cittadini». Il nuovo piano sarà verificato ogni 18 mesi, e punta, secondo il consigliere Pdl Giancarlo Miele, presidente della commissione competente, «a segnare la fine in questo settore dello spontaneismo e delloccasionalità». «Il Lazio è un museo a cielo aperto - spiega lassessore al Turismo Stefano Zappalà - Dobbiamo risalire la classifica europea in termini di presenze: vogliamo competere con Parigi». E cita, tra i settori che il piano punta a rilanciare, il turismo «montano, sportivo, sociale, quello del benessere; ma anche quello congressuale, quello enogastronomico, quello religioso». Tra i punti salienti: «migliorare lOsservatorio regionale sul turismo, valorizzare i 362 chilometri di coste anche fuori dallalta stagione, velocizzare le autorizzazioni per stimolare liniziativa privata, puntare sull"albergo diffuso" come risorsa per il futuro dei piccoli Comuni, potenziare la formazione degli operatori del settore». Un piano «generico» secondo Radicali, Sel e Fds che si sono astenuti. Contraria lIdv che parla di un «piano approssimativo e irricevibile, che non contempla il turismo culturale neppure in minima parte». Ed è «un suicidio per una Regione che non ha "solo" Roma, ma casomai "anche" Roma oltre a necropoli etrusche, abbazie, mura ciclopiche, ville romane e molto altro ancora».