Florens 2010 rilancia la ricerca della Battaglia di Anghiari Trentacinque anni di tenacia, nella convinzione che basterebbe un solo frammento per ripagare costi e fatica di quest'impresa ormai leggendaria, che non è sfuggita neanche a quell'affabulatore di Dan Brown nel Codice da Vinci. Non c'è niente da fare, con il Florens 2010 i cavalli della Battaglia di Anghiari tornano a scalpitare sotto l'affresco del Vasari nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. L'ingegnere Maurizio Seracini, docente all'Università di San Diego in California, dalla fine degli anni Settanta cerca di riportare in vita forse la più grande opera di Leonardo da Vinci, iniziata nel 1503 sulla parete est: di fronte, Michelangelo avrebbe dovuto dipingere la Battaglia di Cascina. Dal confronto di questi due giganti nasce la definizione «Scuola del mondo» coniata da Benvenuto Cellini per il Salone dei Cinquecento. La leggenda vuole che il Vasari non avrebbe osato cancellare il capolavoro di Leonardo, nonostante fosse completamente rovinato, ma lo avrebbe protetto con una parete intercapedine, sopra la quale avrebbe dipinto poi i successi militari di Cosimo I. E la frase «Cerca trova» che si legge su uno stendardo del suo affresco sarebbe molto più di un'indicazione. Col sostegno del professor Carlo Pedretti, docente dell'Università della California Los Angeles e decano degli studi su Leonardo, l'ingegnere vocato ai beni culturali ha rilanciato ieri, proprio dal Salone dei Cinquecento, la sua sfida per riportare alla luce quello che forse ancora c'è della Battaglia di Anghiari. «E' il più grande capolavoro ha detto che Leonardo ci ha lasciato ed è qui sotto, ma occorrono 2 milioni e mezzo di dollari per l'ultima fase della ricerca che, tra l'altro, in 35 anni è stata sempre finanziata con soldi non italiani. Lo Stato e Firenze non hanno mai speso un euro. Avremo bisogno di 6 mesi per essere operativi e costruire le strumentazioni per la scansione delle pareti. Poi dagli 8 ai 12 mesi per i lavori qui nel Salone. Quale Paese al mondo non vorrebbe cercare anche un piccolo frammento di Leonardo?» Il progetto per recuperare il capolavoro "sigillato" è stato illustrato nel convegno «Alla ricerca di Leonardo» presentato dal sindaco Matteo Renzi, dal presidente del Florens 2010 Giovanni Gentile e dal direttore del «Giornale della Toscana», Gianluca Tenti, che ha promosso l'iniziativa. Nella stessa occasione sono stati presentati disegni di Leonardo finora conosciuti solo in ambito accademico "scoperti" sotto la pittura monocroma dell'Adorazione dei Magi dello stesso da Vinci custodito agli Uffizi. Grazie a un'ulteriore e recente indagine diagnostica con radiografie e riflettoscopie sono emersi disegni a carboncino e inchiostro, compreso un plausibile autoritratto di Leonardo, con paesaggi, rocce, cavalli e guerrieri, e una scena di battaglia, che sembra preparatoria alla stessa Battaglia di Anghiari. Si svela insomma nel suo insieme il disegno preparatorio non più visibile a occhio nudo, ispirato alle profezie di Isaia e di Zaccaria contenute nella Bibbia. Durante il convegno sono state consegnate le chiavi della città, ovvero la riproduzione e delle serrature delle antiche porte di Firenze, a Terry Garcia, vicepresidente esecutivo della National Geographic Society. Il Comune di Firenze nel gennaio scorso ha stretto un accordo da 250mila dollari con essa per la promozione e valorizzazione della ricerca della Battaglia di Anghiari.