FIESOLE Hanno creato scompiglio le dichiarazioni di Andrea Carandini sullo stato del patrimonio archeologico fiesolano. Il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, durante il convegno su «Il passato e il presente», che si è tenuto martedì a Fiesole, si era infatti espresso con tinte molto forti: «Ho fatto un giro del sito archeologico di Fiesole e non mi sembra che sia tenuto poi così bene aveva detto I siti archeologici devono attrarre la gente, narrare storie e vicende e non mi pare che questo funzioni bene in tal senso». La sortita del noto archeologo ha creato non pochi malumori. Il primo a rispondere è stato l'assessore alla cultura di Fiesole, Paolo Becattini: «Le parole di Carandini sono improprie e equivocabili spiega stava parlando del sito di piazza Garibaldi, ma per come le ha pronunciate ha creato confusione con il parco archeologico del Teatro romano». «Carandini è un uomo del ministero, da cui dipendono le sovrintendenze e i siti archeologici dice il sindaco, Fabio Incatasciato le sue parole sono il segno di un corto circuito che fa capire come va l'Italia». Gli scavi di piazza Garibaldi, iniziati venti anni fa, hanno portato alla luce importanti reperti longobardi, romani e etruschi. I lavori sono stati svolti dalla Sovrintendenza, che ha tuttora la gestione del sito: «Carandini lavora al ministero e dovrebbe sapere quali sono le nostre risorse spiega Carlotta Cianferoni, responsabile per il patrimonio fiesolano La Sovrintendenza toscana, per il 2010, ha chiesto 5 milioni e mezzo di euro, ma ha ricevuto solo un milione e 300 mila euro. E' ovvio perciò che piazza Garibaldi passi in secondo piano rispetto a siti come Roselle o Vetulonia». Lo scavo adesso è in stato di abbandono ed è ricoperto da un fitto tappeto di erbacce. A inizio novembre, tuttavia, il Comune e la Sovrintendenza hanno trovato un accordo «raschiando i fondi dei reciproci barili» per far ripartire le attività: il Comune farà ripulire il sito, mentre la Sovrintendenza dalla prossima primavera ricomincerà gli scavi. Ma la polemica va oltre il fronte istituzionale. Il paese, infatti, negli ultimi anni si è diviso sul grande progetto edilizio del gruppo Menarini che sarà realizzato su una parte di quello scavo. Nel 2005 il «comitato per Fiesole», guidato da Cosimo Mazzoni e dal medievalista Riccardo Francovich, raccolse tremila firme contro il progetto edilizio. Ora che i lavori stanno per partire, Carlotta Cianferoni tranquillizza gli animi: «Prima di autorizzare l'opera abbiamo completamente ripulito quella parte di scavo spiega non c'è più nulla da trovare». «Hanno ripulito anche troppo ribattono Cosimo Mazzoni e la consigliera di opposizione, Anna Ravoni, di Cittadini per Fiesole hanno persino demolito le botteghe artigiane di epoca romana».