Gli operai hanno sostituito i binari e rinnovato gli scambi, il lavoro è quasi finito, mancano solo i masselli: gli alberi «minacciati», gli undici alberi (malati) davanti allo Sforzesco, resteranno in piedi, non saranno tagliati. Alla fine, l'hanno avuta vinta i residenti di piazza Castello: Atm ha modificato il progetto del nuovo capolinea del tram, il percorso del 4 non sarà modificato e dunque non sarà necessario ridisegnare le aiuole, decapitare i fusti e riposizionare il filare. Atm avrebbe voluto «ottimizzare» la linea, eliminando 800 metri di binari nel centro «con evidenti vantaggi dal punto di vista ambientale, dell'inquinamento acustico e in un'ottica di gestione ottimale delle risorse della collettività e di miglioramento del trasporto pubblico». Come? Spostando il capolinea, cancellando l'anello su Foro Bonaparte, via Ricasoli, Quintino Sella e Lanza (il circuito «dispersivo e improduttivo» in cui il tram gira a vuoto), risistemando la piazza, delimitando una corsia riservata al mezzo pubblico e cancellando i parcheggi abusivi. Un progetto, la rivoluzione del 4 in piazza Castello, che ha scatenato le proteste degli abitanti e dell'assessore Maurizio Cadeo («Si deturpa l'immagine di una delle pochissime zone monumentali di Milano), motivato un'interrogazione al ministro per i Beni culturali e sollevato i dubbi di Letizia Moratti, nell'agosto scorso: «Nessuna modifica promise il sindaco al percorso del tram». Infatti. Il cantiere, annunciano da Atm, chiuderà a breve: «Il percorso del tram 4 resta invariato. Riproporremo l'ottimizzazione in un secondo momento».