Il capogruppo di Fli Italo Bocchino: decideremo nei prossimi giorni perché non vogliamo cogliere l'occasione per scatenare una guerriglia. Noi abbiamo posto una questione seria Maggioranza infuriata: «Così il Pd viola i patti» Sfiducia per Bondi. La Camera voterà il 29 novembre la mozione dell'opposizione contro il ministro dei Beni Culturali, sotto tiro per il crollo a Pompei. La decisione della conferenza dei capigruppo, chiesta dal centrosinistra come propria quota nel calendario dei lavori, coglie di sorpresa la maggioranza: così tradite il patto tra Napolitano e i presidenti di Camera e Senato insorge il Pdl siglato sul rinvio della fiducia a dopo l'approvazione della Finanziaria. Secca la replica del Pd: l'accordo non ha niente a che vedere con questa mozione individuale. Fli sembra intenzionata a non votarla, non faremo la guerriglia su Bondi, dice Bocchino, dando forza all'auspicio del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, secondo il quale Bondi «non merita la sfiducia». «Iniziativa abnorme», risponde Sandro Bondi. «Se si arrabbiano dovranno rassegnarsi», chiosa Pierluigi Bersani. La sfiducia individuale, afferma il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, «non ha nulla a che vedere con l'impegno a non discutere le mozioni di sfiducia sul governo prima del via libera alla legge di stabilità». «È una grave lesione replica stizzito il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto rispetto all'accordo raggiunto al Colle». Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone rincara la dose: «Questa mozione sarà ricordata a lungo come l'esempio di una doppia vergogna: per l'attitudine vigliacca di chi specula sugli eventi negativi (dimenticando episodi analoghi avvenuti sotto altre responsabilità politiche), e per l'irresponsabilità di chi ha deciso di calendarizzarla con tanta urgenza», nonostante l'accordo col Quirinale. Insomma. «un atto di squadrismo politico» . Critico anche Maurizio Gasparri: «Questo modo di agire dice il capogruppo pdl al Senatodimostra che una fase cose complessa viene utilizzata solo per alimentare un clima di scontro in Parlamento». Pierluigi Bersani liquida le polemiche con un'alzata di spalle: «Se si arrabbiano dovranno rassegnarsi», taglia corto il leader del Partito democratico. «Noidicefacciamo le nostre scelte e le portiamo con coerenza fino in fondo. Si vedrà cosa ne pensa il Parlamento, siamo curiosi». Replica entrando nel merito, invece, Silvana Mura dell'Idv: «Se un governo in piena crisi e senza più maggioranza pretende di portare in aula una legge di riforma come quella universitaria, non si capisce perché la Camera non dovrebbe votare la mozione contro Bondi». E Fli? «Decideremo nei prossimi giorni - dice il capogruppo alla Camera Italo Bocchino perché non vogliamo cogliere la mozione di sfiducia contro Bondi per scatenare una guerriglia. Noi abbiamo,posto una questione seria, ci interessa l'appuntamento del 13 e 14. Di fronte alla messa in discussione del governo la questione di Bondi è veramente minimale». Lui, il diretto interessato, parla di «iniziativa abnorme e dirompente». La mozione di sfiducia individuale, commenta il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, «da una parte mi infligge, non posso negarlo, uno stato di angosciosa mortificazione, dall'altra però suscita un sentimento di profonda tristezza dinanzi al volto sfigurato di una sinistra della quale mio padre e io nel passato abbiamo fatto dignitosamente parte». HANNO DETTO FRATTINI (PDL): UN ATTO CHE DISONORA I FIRMATARI La mozione di sfiducia contro il ministro Bondi non fa onore al Parlamento e a chi l'ha firmata. Colpire un ministro serio e coraggioso mostra il vero volto di un'opposizione che ha così deciso di violare il patto di responsabilità soltanto ieri sottoscritto dai due presidenti delle Camere. DONADI (IDV): IL GOVERNO HA TAGLIATO SULLA CULTURA Il nostro è un atto politico doveroso. Questo governo ha tagliato pesantemente i fondi per la cultura e per l'arte. Piuttosto che angustiarsi, Bondi si preoccupi del degrado in cui versa il patrimonio culturale italiano, pensi al crollo di Pompei. IL CASO ONLINE. LA PROVA DI GOOGLE STREET VIEW: «NEL 2009 SCHOLA IN RESTAURO» «La ScholaArmaturarum è stata sottoposta a lavori di restauro e manutenzione delle coperture appena un anno mezzo fa, nel luglio 2009, come è possibile verificare effettuando una ricognizione negli Scavi di Pompei navigando su Google StreetView». L'annuncio è stato pubblicato su Facebook nella mattinata di ieri dal gruppo "Stop Killing Pompeii Ruins". E, manco a dirlo, ha scatenato una bufera. Facendo una visita virtuale in via dell'Abbondanza, infatti, i membri del gruppo hanno scoperto come nella foto scattata da Google al cancello della Schola sia ben visibile la tabella di cantiere dei lavori in corso che recita: lavori di "restauro e manutenzione delle coperture delle regioni III, IV, V e IX negli scavi di Pompei" con data di inizio proprio nel 2009. Una notizia che secondo il gruppo nato da un'idea del settimanale "II Gazzettino Vesuviano" investirebbe delle responsabilità del crollo proprio il ministro Bondi, allora già in carica. Immediata la replica dei Beni culturali, che hanno definito «infondate» le ragioni dell'accusa: l'intervento, «che non ha avuto carattere strutturale, ma era finalizzato all'impermeabilizzazione del tetto», è stato ricordato «sempre» nella relazione di Bondi alle Camere e «realizzato su indicazione della Soprintendenza»
Bondi torna nella bufera. Mozione di sfiducia il 29
Il capogruppo del Pd, Italo Bocchino, ha affermato che il partito non intende votare la mozione di sfiducia contro il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, e che non vuole "cogliere l'occasione per scatenare una guerriglia". La mozione è stata proposta dall'opposizione contro Bondi, che è sotto tiro per il crollo a Pompei. Il Pd ha affermato che la mozione non ha nulla a che vedere con l'impegno a non discutere le mozioni di sfiducia sul governo prima del via libera alla legge di stabilità. Il ministro Bondi ha risposto che la mozione è un'initiativa abnorme e che non merita la sfiducia.
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