"La gente che lavora nello spettacolo non è solo nei titoli di testa, ma di coda: è un'industria, ed essere abbandonati così è un delitto". Presidente del sindacato attori Slc-Cgd, Giulio Scarpati strappa una pausa dal set ed attacca: "Non siamo solo cultura, che pure nel mondo globalizzato è la marcia in più, ma siamo capaci di produrre profitto". Se il Palazzo non ci sente, dunque, non resta che la piazza: dopo aver occupato il red carpet del Festival di Roma, il movimento Tutti a casa si trova oggi alle 18 a piazza Montecitorio, per poi spostarsi alle 21 alla Fontana di Trevi per la diretta tv con Annozero di Michele Santoro, che dedica la puntata alle proteste contro i tagli a cultura e spettacolo. E' solo l'antipasto: lunedì 22 novembre sarà sciopero generale, con un'unica esibizione "autorizzata" (il concerto di Zubin Mehta al Carlo Felice di Genova) e un'adesione stimata di almeno 300mila addetti su un totale di 550mila nel settore spettacolo e produzione culturale. A Roma, davanti al Cinema Adriano alle ore 10.30, manifesteranno compatti SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL di provincia e regione, ma le rivendicazioni si estendono a tutta Italia: tra queste, l'approvazione delle leggi quadro di sistema dei settori dello spettacolo dal vivo e cineaudiovisivo, per definire le prerogative dell'intera fili era (stato, regioni, province, comuni ) e per l'applicazione del titolo V della Costituzione; previsto nella Finanziaria in discussione a 298,6 milioni di euro, il reintegro del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) 2011 ai 451,9 milioni dell'anno precedente (dati tabella 13 legge di stabilità); la conferma del rifinanziamento per il prossimo triennio di tax shelter e tax credit; il recupero pieno di Cinecittà; i rinnovi dei contratti collettivi nazionali delle fondazioni lirico sinfoniche, dei teatri di prosa e delle troupe cinematografiche. Su tutte, precisa Scarpati, la lotta alla delocalizzazione di film e fiction italiane all'estero: "In due anni le troupe hanno perso 83mila giornate lavorative, tra gli attori si salvano solo i protagonisti, mentre i comprimari vengono presi laddove si gira: Bulgaria, Argentina, Romania. Così, i giovani dietro sono i primi a essere falciati ed espulsi". E sarebbe sbagliato pensare a una protesta dei soliti privilegiati: "Parlo anche per chi non ha voce - dice il Medico in famiglia - in un settore senza possibilità: dagli attori ai tecnici e agli autori, siamo tutti uniti, perché manca drasticamente la progettazione del futuro, il nostro e quello del Paese. Spero che il prossimo ministro dei Beni e Attività Culturali abbia non solo un mero interesse, ma la passione per difenderci e promuoverci". Chi sarà, appunto, perché per Sandro Bondi non ha parole tenere: "Neanche sapeva dei tagli di Tremonti e, a fatto compiuto, non ha nemmeno incontrato le parti sociali". Ancora: "Tax credit e tax shelter sono richieste banali, non meriterebbero uno sciopero: un governo intelligente li avrebbe riattivati subito, perché non pesano sull'assistenza dello Stato. Ho il sospetto che la disattenzione dell'esecutivo non sia casuale, ma corrisponda a un preciso disegno che coinvolge scuola, università e ricerca: rendere ancor più marginali la cultura e il sapere, perché si preferisce avere dei sudditi che dei cittadini".