I democratici ottengono la calendarizzazione della mozione di sfiducia per Pompei I futuristi: non parteciperemo Il ministro: mossa abnorme. Come sopravvivere per un mese, in attesa dell'approvazione della Finanziaria e, quindi, della mozione di sfiducia a Berlusconi del 14 dicembre? Il Pd ha risolto subito il problema e ha inserito in calendario la mozione di sfiducia contro il ministro Bondi, proposta dopo il crollo della casa dei Gladiatori a Pompei. L'orizzonte s'è fatto più vicino: il 29 novembre ci sarà il voto alla Camera. Ma non finisce qui, le prossime settimane saranno un percorso a ostacoli: la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha anche inserito in calendario le legge Gelmini sull'università, le mozioni di Fli sulla Rai e quella dell'Idv per il ritiro delle deleghe al ministro per la Semplificazione, Calderoli, il 22 novembre. Legna al fuoco per tenere alta la tensione e la maggioranza sotto scacco, in modo da rendere dura la vita al Cavaliere ora impegnato a cercare di riconquistare voti alla Camera per evitare la sfiducia. Naturalmente il Pdl ha protestato duramente con Cicchitto: «È una grave lesione rispetto all'accordo raggiunto ieri al Colle tra il presidente Napolitano e i presidenti di Camera e Senato». Replica il capogruppo pd Franceschini: «Questo nulla ha a che vedere con l'impegno a discutere le mozioni di sfiducia sul governo prima del via libera alla legge di Stabilità». Il ministro Alfano ha mandato un segnale ai finiani: «Confidiamo che le forze politiche, che hanno sostenuto questo governo, e mi riferisco a Fli, non consentano che il ministro Bondi venga sfiduciato». Segnale raccolto, visto che il Fli ha intenzione di incalzare Berlusconi fino al 14 dicembre ma non vuole che la situazione precipiti prima. Quindi, nessuna sfiducia dei fmiani a Bondi: Futuro e Libertà non prenderà parte al voto giudicato «marginale». Bondi ha reagito alla sfiducia mostrando«angosciosa mortificazione, tristezza» per d'iniziativa abnorme di una sinistra sfigurata». Il Pdl ha replicato calendarizzando la riforma dell'Università e c'è stato scontro nella capigruppo: Pd, Idv e Fli hanno chiesto che non venisse portata in aula la prossima settimana, Pdl, Lega e Udc invece sì. Così già da venerdì prossimo inizierà la discussione generale sul testo Gelmini, dopo che nelle settimane scorse era stato accantonato per problemi di copertura finanziaria. Le votazioni inizieranno martedì 23 e ci sarà subito un banco di prova per verificare la forza del centrodestra, che in questo caso potrà contare anche sul sostegno del'Udc e di Api. Commento dipietrista: se il governo in crisi vuole discutere la legge Gelmini perché non si dovrebbe votare la sfiducia a Bondi?