In trent'anni l'Italia è passata dal primo al quarto posto nel mondo. Marzano punta sulla riforma dell'Enit Caputi (Sviluppo Italia): più porti e nuovi capitali pubblici e privati GENOVA - Puntare su turismo e nautica per far ripartire l'economia del Paese. E creare una agenzia nazionale di settore che unifichi le competenze e abbia la capacità di attrarre capitali privati per far tornare l'Italia in testa alle classifiche delle mete preferite per le vacanze come trent'anni fa. E' il messaggio lanciato da Massimo Caputi, amministratore delegato di Sviluppo Italia, la società pubblica per lo sviluppo d'impresa, che ieri a Genova in occasione del Salone nautico ha riunito ministri e operatori per fare il punto sulla situazione del settore. Con un obiettivo: far diventare il turismo la prima impresa del Paese. E candidare Sviluppo Italia a svolgere un ruolo chiave in questo processo di rilancio. L'analisi parte da un dato di fatto, di cui si è già lamentato pubblicamente anche il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Quest'estate l'Italia ha perso tre milioni di visitatori: negli alberghi italiani il calo delle presenze è stato infatti del 3,5. Ma la crisi non è scoppiata all'improvviso. Mentre le persone che si spostano per andare in vacanza crescono continuamente (54 dal '90 al 2002 e per il 2020 l'Organizzazione mondiale del commercio stima che i turisti nel mondo raddoppieranno da 700 milioni a 1,5 miliardi) sono anni che l'Italia perde posizioni. Negli ultimi 2 decenni gli arrivi di stranieri sulla Penisola sono aumentati del 2,7, mentre nello stesso periodo a livello globale i flussi sono cresciuti del 7,2. E il Belpaese, che nel '70 era la destinazione preferita nel mondo, ora è scivolata al quarto posto dopo Francia, Spagna e Stati Uniti e con la Cina che la incalza ormai da vicino. Occorre quindi darsi da fare per invertire la tendenza. E il punto di partenza non può che essere la ricchezza del Paese: che, ricorda l'amministratore delegato di Sviluppo Italia, ha il 75 del patrimonio artistico mondiale e 8.000 chilometri i coste. Ma poi serve anche la promozione del marchio Italia all'estero. E a questo dovrebbe pensare l'agenzia, studiata sul modello della «Maison de France», la società pubblica francese creata per sostenere all'estero l'offerta turistica del Paese. «L'agenzia nazionale del turismo - ha spiegato Caputi - deve servire a coordinare i soggetti istituzionli e gli operatori privati, a promuovere l'aggregazione tra gli ancora troppo piccoli tour operator nazionali e a creare una efficiente rete di venita all'estero». «Il Paese - ha detto ancora l'amministratore delegato si Sviluppo Italia - deve riconquistare competitività a livello internazionale puntando sui settori nei quali eccelle: il turismo, la nutica la cantieristica». Favorevoli alla creazione dell'agenzia sono le associazioni che riuniscono le imprese del settore. E anche il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli. «Il turismo - sottolinea - ha bisogno di privati, dunque, benissimo ad una cabina di regia per il settore in tempi brevi». Frena invece Antonio Marzano, ministro delle Attività Produttive, che attraverso l'Enit gestisce la promozione del turismo italiano. Marzano ricorda di aver già presentato un progetto per trasformare l'ente in agenzia. «Io il progetto l'ho presentato, spero che non sorgano complicazioni», afferma. Ma è scettico sul coinvolgimento dei privati e sulla proposta di Sviluppo Italia di dare la forma di una società per azioni a questa nuova struttura. «Non vedo - dice Marzano - molti imprenditori privati disponibili a mettere soldi per la promozione del turismo».
Turismo, Agenzia nazionale più vicina
L'Italia è passata dal primo al quarto posto nel mondo per quanto riguarda il turismo negli ultimi trent'anni. Per invertire la tendenza, il governo punta sulla riforma dell'Enit Caputi, società pubblica per lo sviluppo d'impresa, che dovrebbe creare un'agenzia nazionale di settore per promuovere il turismo e attrarre capitali privati. L'agenzia dovrebbe unificare le competenze e abilità degli operatori privati e istituzionali, e creare una efficiente rete di ingresso all'estero. Il governo spera di far diventare il turismo la prima impresa del Paese e candida Sviluppo Italia a svolgere un ruolo chiave in questo processo di rilancio.
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