Il crìtico d'arte attacca: «La loggia è una scatoletta di sardine. Lo stop del ministro? Una decisione giusta per caso» Un convegno sulle città della pace, come quello che cinquant'anni fa volle il sindaco santo Giorgio La Pira. Domenici rilancia con disinvoltura l'iniziativa che. aggiunge, «deve essere il segno dell'impegno di questa amministrazione per la pace». E ancora «dobbiamo andare avanti in questa prospettiva e vincere questa sfida come abbiamo già vinto quella sul Social Forum». Poi una specie di citazione condita con appena un pizzico di autoironia e tanto compiacimento. «Del resto ha sottolineato questa città aveva finora rieletto solo due volte i suoi sindaci: Giorgio La Pira nel '56 e Elio Gabbuggiani nell'80». Lui. Domenici, è il terzo. LE ACCUSE Vittorio Sgarbi insieme al capogruppo dell'Udc in Palazzo Vecchio, Mario Razzarteli!. Il critico ha definito la pensilina di Isozaki «totalmente inutile» «La loggia di Isozaki è un troiaio, una scatoletta per sardine»,.. Questa volta ha scelto un'espressione tutta toscana il critico d'arte Vittorio Sgarbi, ieri alle Giubbe Rosse per partecipare all'incontro organizzata dal consigliere comunale capogruppo dell'Udc, Mario Razzanelli. Occasione dell'incontro, proprio il sondaggio - commissionato da Razzanelli medesimo qualche settimana fa - in cui si cerca di fare luce circa l'opinione che i fiorentini sì sono fatti sulla «pensilina» progettata dell'architetto giapponese Arata Tsozaki per far uscire i visitatori dagli Uffizi. Smessi gli abiti del serafico San Francesco che indossa nello spot dello zucchero e calzata la mise da combattimento, l'ex sottosegretario c'è andato giù duro, definendo «totalmente inutile» la realizzazione del progetto in piazza del Grano, e ricordando inoltre che «non può essere annoverato nell'ottica dei restauri della piazza, in quanto si tratta di un vero e proprio intervento di architettura pura». «Ci sono stati nel corso della storia dell'essere umano artisti incompresi, perché troppo difficili da capire e altri ghettizzati perché, invece, nella loro arte non c'è proprio niente da capire: ecco, questo è esattamente il caso di Arata Isozaki rincara la dose Vittorio Sgarbi . Sono d'accordo con il soprintendente Antonio Paolucci, quando sostiene che, se una cosa non piace, non vuoi necessariamente dire che non vada bene. E' vero, l'estetica non può essere messa ai voti, ma nel caso della loggia non c'è niente da capire: è semplicemente un troiaio». Poi il discorso è scivolato sul drastico «niet» del ministro Urbani, la notizia bomba è giunta inaspettata il 15 settembre scorso, durante la presentazione ufficiale della mostra Beautiful Minds. Anziché il ministro Urbani, atteso in carne ed ossa, a Palazzo Vecchio arrivò infatti una sua comunicazione al cellulare del sindaco: «La nuova uscita degli Uffizi progettata dall'architetto giapponese Arata Isozaki (vincitore del concorso internazionale bandito nel lontano 1998, ndr.), non si fa più», sentenziò, senza mai più fornire una (sollecitatissima) argomentazione. «Lo "stop" al progetto da parte del ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani, che gli è costata pesanti critiche, è stata giusta per caso, finendo per coincidere con la volontà popolare che, in base a un sondaggio commissionato dal consigliere comunale di Firenze, non vuole la loggia prosegue l'arringa di Sgarbi . Ma, per una volta, la volontà politica dell'opposizione fiorentina ha trovato il sostegno del Governo, unendo la ragione politica a quella della bellezza ». Non pago, il Vittorio nazionale ha invitato i fiorentini «a resistere, resistere, resistere contro cose che non sono né di destra né di sinistra, ma che vanno solo contro la cultura», ribadendo che il progetto di Isozaki» è «un gesto architettonico, non un'opera di restauro». Dopo le critiche all'architetto giapponese, Sgarbi ha accusato il Comune di Firenze di «cattiva amministrazione» mettendo questa volta sul banco degli imputati il «mostro» rimasto in sospesa alla Fortezza da Basso, dove stavano per costruire un centro commerciale a ridosso delle antiche mura: «Mi auguro che quello scempio riesca ad avere la stessa attenzione dedicata a livello nazionale alla loggia Isozaki sottolinea Sgarbi . Ma per gli Uffizi una soluzione, a questo punto, deve assolutamente arrivare. Dalla capitale non arrivano indicazioni: dettaglio che, oltre a indignare profondamente sindaco e giunta, ha generato una situazione di incertezza. Alle tante voci si è unito il coro di un gruppo di intellettuali, che ha scritto a Urbani. «Le chiediamo di rivedere la sua posizione e di arrivare in tempi rapidi alla realizzazione dell'opera prevista per l'uscita della Galleria degli Uffizi», si legge nell'appello rivolta al ministro dei Beni Culturali, e firmato dal direttore della rivista «Area» Marco Casamonti, e i direttori di «And» Paolo Di Nardo e Eugenio Matterà. Una lettera firmata da una cinquantina di professionisti, quasi tutti architetti e ingegneri, tra cui Gae Aulenti, Sergio Staino, Kurt W. Forster, Germano Celant, Luigi Di Renzo, Michele Passaleva e Giuseppina Carla Rornby. Secondo i firmatari «Firenze ha rappresentato nei secoli la culla della creatività e dell'innovazione in campo artistico ed architettonico» e il progetto Isozaki è giudicato «molto importante perché misura la capacità della città di saper dare un futuro al nostro passato». Nell'incertezza rimane invece chiarissima la posizione - molto orientale - dell'architetto giapponese: «Abbiamo un contratto e non esiste un motivo per cui non debba essere onorato il commento di Andrea Maffei, che assiste in Italia Isozaki e il suo progetto . Urbani l'ha firmato e se non lo rispetta pagherà tutte le conseguenze».