IL GENIO DI PALERMO TRA SATURNO E BATTAGLIE Il suo culto ha numerosi significati alchemici e filosofici: un giovane dal volto di vecchio e con un serpente Nello scorso mese di ottobre la delegazione del Fai (Fondo ambiente Italia) di Palermo ha lanciato due riuscitissime campagne di raccolta fondi per il restauro del Genio di Palermo che si trova in stato di forte degrado in piazza Garraffo, nel cuore del mercato della Vucciria. Opportuna e tempestiva quindi è la recentissima pubblicazione del volume dellarchitetto Antonella Chiazza Il Genio di Palermo - contesti urbani e immagini scultoree (Pitti editore), che è unattenta e completa analisi di quattro fra le effigi di questo misconosciuto e variamente interpretato Genius loci ancora esistenti nel capoluogo palermitano. Più precisamente, oltre a quella di piazza Garraffo (detto Palermu lu granni), le altre statue analizzate nel volume si trovano allinterno del Palazzo Pretorio (Palermu lu picculu), in piazza Rivoluzione e a Villa Giulia. Di ciascuna di queste opere viene esanimato il contesto storico, laspetto materiale, la tecnica di lavorazione, gli eventuali restauri e lattuale stato di conservazione, liconografia, la struttura stilistico-formale, la geometria e le proporzioni, lintenzionalità dellartista o del committente. Il Genio è rappresentazione e personificazione della città, il suo simbolo civico e laico in contrapposizione a quello religioso rappresentato da Santa Rosalia. Durante il Risorgimento il Genio ebbe un certo suo "ruolo" politico: nel 1850 la statua della Fieravecchia assistette allarresto e alla fucilazione di sei patrioti antiborbonici tra cui il giovane studente Nicolò Garzilli; come simbolo delle velleità libertarie fu "imprigionato" allo Spasimo nel 1852 per ordine del luogotenente di Sicilia Carlo Filangeri principe di Satriano, e poi "liberato" nel 1860 dai patrioti che gli misero in mano il tricolore per ricordare le epiche giornate del '48. Nel 1860 la piazza era stata teatro della sommossa capeggiata da Francesco Riso e fu ribattezzata in seguito piazza Rivoluzione. Il culto del Genio ha numerosi significati alchemici, ermetici e filosofici, e si inserisce in quello di eroi e di re, di antichi fondatori o di patroni pagani e laici di cui la Sicilia può fornire altri esempi, tra gli altri il Saturno-Ercole di Trapani e il "Don Ercole" di Noto. E appunto con Saturno è stato identificato il Genio, un giovane con il volto di vecchio e con un serpente che gli succhia il seno, una figura che trasuda grande dignità e forza morale. Il Genio del Garraffo nelle sue perfette dimensioni mostra il nuovo interesse per luomo e per il suo equilibrio interiore. Appartiene infatti al Rinascimento questa statua, opera dello scultore milanese Pietro de Bonitate, attivo in Sicilia dal 1466 al 1501, che aveva collaborato con Francesco Laurana nei lavori della cappella Mastrantoni nella chiesa di San Francesco dAssisi. Inserendosi a pieno titolo nella via delle Acque palermitana, come rileva chiaramente il toponimo arabo gharraf (abbondante dacqua), il Genio del Garraffo era lelemento centrale di una fontana parietale, che fu ampliata nel 1663 per aumentare la portata dacqua, e poi sostituita nel 1697 da quella di Antonino Amato, che fu a sua volta rimossa nel 1865 e che da allora si trova a piazza Marina. Lanno scorso il Fai ha posizionato un faretto di fronte alla chiesa di Santa Eulalia dei Catalani, oggi sede dellIstituto di cultura spagnola Cervantes; lo scopo è quello di "accendere le luci" sul Genio del Garraffo, non a caso scelto come simbolo del degrado di Palermo: in origine la statua era affiancata da due figure allegoriche o sante trafugate nel 1992, mentre si continua a non avere notizie precise della sorte degli stemmi dei quartieri di Palermo che erano in una fascia nella parte sottostante, e che forse si trovano ancora nei depositi della Sovrintendenza. Superando ogni ottimistica previsione, la campagna del Fai ha dato ottimi risultati: oltre mille persone, appartenenti a categorie di persone solitamente non particolarmente attive in campagne di sensibilizzazione, hanno partecipato a un torneo di burraco e a una maratona di nuoto alla piscina comunale, e circa 300 persone hanno assistito il 17 ottobre scorso a una visita guidata alla Vucciria. Segno che i palermitani non sono sordi al richiamo del loro antico nume tutelare, e i restauri, il cui progetto è stato redatto dallincaricata del Fai Serena Bavastrelli, dovrebbero iniziare e completarsi nel 2011.