Pompei Sotto inchiesta lex manager Crimaco. Si estende ancora il transennamento delle case dellarea archeologica Per Pompei transenne e indagini della magistratura. Per la Procura di Torre Annunziata da ieri è indagato anche Luigi Crimaco, manager dellarea archeologica nominato da Buttiglione nel 2006 e confermato da Rutelli lanno dopo, prima che venisse dichiarata lemergenza e nominati i due commissari, Profili e Fiori. E con Crimaco linchiesta che si è appena conclusa coinvolge 250 custodi e riguarda i corsi di formazione per i custodi di diversi siti della soprintendenza, Oplonti, Boscoreale, Stabia ed Ercolano oltre a Pompei. Corsi che furono organizzati per assicurare una retribuzione ai dipendenti della soprintendenza che in precedenza non avevano ricevuto una somma per gli straordinari. Un contentino da riscuotere senza alcuna fatica: secondo quanto accertato dalla Procura diretta da Diego Marmo, i corsi non cominciarono mai. Intanto il transennamento delle domus si estende ancora: viene preso in considerazione, con le piogge previste per i prossimi giorni, il rischio di smottamento del terrapieno alle spalle del lato di via dellAbbondanza dove è crollata la Schola Armaturarum. La soprintendenza ha fatto mettere le transenne dalla Casina DellAquila fino in fondo allarteria per prevenire possibili slittamenti di terreno sulle case antistanti. «Abbiamo bisogno di tornare a una gestione trasparente», dichiara Matteo Orfini, responsabile Cultura e informazione della segreteria Pd commentando la lettera, definita "gravissima" da Bondi, in cui 17 archeologi del ministero puntano il dito contro lidea di valorizzazione condotta dal ministro, che non può sostituirsi secondo loro al lavoro di monitoraggio e restauro dei beni culturali. «Una gestione - dice Orfini - che ridia centralità alla tutela e alle competenze che la sanno svolgere, senza perdere ulteriore tempo nellindividuazione di architetture di governance bizantine». «Se non stacchiamo la spina, il ministero continuerà a sgretolarsi, pietra dopo pietra, manager dopo manager, ministro dopo ministro, con i funzionari ridotti al silenzio, come sta accadendo a Pompei»: così scrivono, in unaltra lettera, gli archeologi Luca Cerchiai, Bruno dAgostino, Pier Giovanni Guzzo, Adriano La Regina e Salvatore Settis, chiedendo anche loro al Mibac di rivedere le sue strategie.