In vendita un patrimonio da 65 milioni. Sit-in delle Rdb alla Mameli Se le gare andranno a buon fine lamministrazione conta di incassare circa 10 milioni Il 15 e il 20 dicembre le ex caserme saranno assegnate al miglior offerente La corsa alla grande asta delle aree militari cittadine, un affare da 65 milioni, parte con la protesta dellUnione sindacale di base (Usb) davanti alla caserma Mameli in piazza di porta San Felice per quello che, a giudizio dei contestatori, è «lennesimo furto alla collettività» motivato dal Comune con «lesigenza di fare cassa». Martedì prossimo, nel corso di un convegno alla pinacoteca di via Belle Arti a cui parteciperanno lAgenzia del demanio, il Comune e la Soprintendenza ai Beni architettonici, sarà spiegato il piano di valorizzazione delle aree abbandonate dallesercito. Il tutto in attesa della scadenza dei bandi che dovranno designare i nuovi acquirenti. Sul mercato finiranno otto aree di varia grandezza e di diversa importanza urbanistica. I pezzi forti sono rappresentati dalla "caserma Sani" (zona Stalingrado) che prevede un prezzo base dasta di 41,9 milioni avendo una disponibilità edificatoria di 54 mila metri quadrati, dalla "caserma Masini" (tra le vie Orfeo, Borgolocchi e Santo Stefano) con prezzo base di 13,42 milioni e "lex teatro della caserma Minghetti" tra le vie Castelfidardo e Capramozza con un valore di 3,8 milioni. Questi tre primi immobili, i più rilevanti dal punto di vista del pregio, saranno messi allasta il 15 dicembre prossimo. A essi si aggiungeranno lex polveriera Val dAposa, il tassello di maggior valore (1,188 milioni), il complesso dell "ex direzione lavori" (486 mila euro) nella zona di via Triumvirato, il compendio di monte Paderno, la "caserma Mameli" (831 mila euro) e la postazione "Ctb San Pancrazio" (703 mila euro). Questi ultimi immobili andranno allasta il 20 dicembre. Le aree militari messe in vendita sono quelle già inserite nel piano operativo comunale (poc) e negli altri strumenti urbanistici di palazzo dAccursio. Ciò ha consentito lavvio dei piani di cessione da parte del Demanio. Si tratta, quindi, di un primo stralcio di otto su diciannove alienazioni complessive. Per ciò che riguarda le altre undici, due ex caserme, la "Chiarini" e la "San Mamolo" saranno destinate ad altri usi. La prima è occupata dallex Cpt ora Cei (il centro di identificazione ed espulsione degli immigrati clandestini), mentre la seconda diventerà la sede della "Cittadella dei Beni culturali" dove troveranno posto le Soprintendenze bolognesi. Un piano a parte riguarda le grandi aree come la "Staveco", i "Prati di Caprara" o la "ex Caserma Mazzoni" le quali, avendo ancora bisogno di un inserimento nei piani urbanistici comunali, saranno lasciati in gestione alla prossima Amministrazione. Se le aste andranno a buon fine, il Comune ricaverà dalloperazione il 15 della cifra incassata dal Demanio oltre agli oneri di urbanizzazione. La maggior parte degli interventi saranno di recupero dellesistente in collaborazione con il Comune e la Soprintendenza.